Cinque eloquenti personaggi in bilico tra Arancia Meccanica e The Rocky Horror Show suonano per questo piacevole vinile che potrebbe essere la colonna sonora di un sogno bizzarro e mutante continuamente. Cambi di ritmi per passare dal Rock alla Wave strizzando l'occhio al Glam. Semplici e moderni giochi di tastiere durante le loro incursioni sostengono e lanciano in orbita "In Disguise". Certamente non possiamo dire che siano originali, ma fa piacere e forse sorprende sapere che i Mugshots sono italiani. (ROCKERILLA) AGOSTO 2011
Pur avendo aperto per gruppi come Stranglers, Damned e UK Subs, i bresciani The Mugshots c'entrano ben poco con punk, horror music e dark rock. Tuttavia, nella rete, completamente fuori luogo, abbondano con insistenza inadeguati accostamenti tra loro e i succitati generi. La circostanza, purtroppo, rischia di generare aspettative che, all'ascolto, verrebbero puntualmente tradite. Un vero peccato, posto che il prodotto discografico si palesa in termini di valida attendibilità. Più correttamente, nella musica dei The Mugshots si rinvengono tracce di certa tersa e lineare post-wave, esaltata da una sana e genuina attitudine alla teatralità estetica. A livello sonoro, I Mugshots si muovono permeati da uno spirito di prudenza sonora, attingendo un po' dagli Stranglers, dei quali evocano certa psichedelia confortante, nonché dagli Adverts, di cui propongono una interessante versione di "I Surrender". Tracce di Alice Copper e dei Misfits, invece, sono rinvenibili esclusivamente sul piano estetico e non, come erroneamente indicato nel web, anche dal punto di vista musicale. Il loro make-up ricorda le inquietanti attitudini gotiche tipiche di certi compagini post punk, condite da una certa dose di irriverenza estetica. Musica rassicurante, ben suonata sebbene non terminale, sublimata da contestualizzazioni visuali che appaiono oltremodo contenute nel disco, ma arrivano ad essere dissacratorie e spettacolarizzate nel sito ufficiale. (ARTISTS & BANDS) AGOSTO 2011
Attiva da parecchi anni, dopo due album pubblicati ("House of the Weirdos" e "Weird Theatre", riuniti anche in un unico CD nel 2009) e dopo aver fatto da spalla a gente del calibro di Damned, Stranglers e U.K. Subs, questa simpatica horror-punk-wave band italiana sforna ora un bell'EP in formato 10" su vinile rosso, accompagnato da una grafica fumettistica ben in linea con la musica. Il lato A è quello migliore e più coinvolgente a mio avviso, grazie a due brani-killer come "In Disguise" e "Beauty In Her Heat", dove i Damned del periodo "Phantasmagoria" incontrano i Devo di "Q: Are We Not Men?". Molto più melodico e sdolcinato il lato B, che contiene la lenta e fin troppo zuccherosa "An Embalmer's Lullaby", più la buona cover di "I Surrender" degli Adverts, tratta da "Cast of Thousands", il secondo album dello storico gruppo inglese. Questa differenza fra le due facciate mostra comunque il camaleontismo dei Mugshots: se dal vivo devono essere imperdibili, anche questo vinile, limitato a 250 copie, è un feticcio irrinunciabile per gli amanti dei nomi sopracitati. (ROSA SELVAGGIA) LUGLIO 2011
Un 10" in vinile rosso sangue. Una copertina a fumetti con cinque creature che ci fissano con uno sguardo che è un incrocio tra gli zombi e i cattivi dei guerrieri della notte. Una gavetta con gli attrbuti aprendo per nomi come Damned d UK Subs. Quattro pezzi brevi e micidiali. Un incrocio tra Horror Punk, Psychobilly e Garage Punk, il tutto senza pouserismi sonori o atti di vampirizzazione indegni. La capacità di riproporre la mitica "I Surrender" degli Adverts senza risultare ridicoli e senza sfigurare di fronte all'originale. Vinile ovviamente limitato a 250 copie numerate a mano con booklet intero che è un piccolo fumetto sulla title track. Una carica che sembra non avere limiti, un gusto eccellente nel remiscelare influenze e suoni risultando sempre e comunque freschi ed incisivi. Un sense of humor nero come la pece ma mai grottescamente ridicolo. Vi basta? Dico solo che se la cosa vi garba, non dovete andare a carcare all'estero. Cercate in Italia. Brescia per la precisione. E date fuoco ai dischi ridicoli di semi-horror punk che-come me- probabilmente vi siete comprati negli ultimi anni sperando di trovare qualcosa di serio. Dopo averlo fatto, mettete sul piatto questo 10", e godetevelo tutto, a palla, come è giusto che sia. Imprescindibile per gli amanti del genere. (ERBA DELLA STREGA) MARZO 2011
Avete mai sentito parlare di un gruppo italiano che, nel 2010, si è mangiato in un solo boccone tutti quei gruppettini horror-punk (permettetemi di dirlo) "sfigati" che dietro al sangue finto del loro make-up nascondono di tutto tranne che talento? Ovviamente sto parlando dei Mugshots! (ASCENSION MAGAZINE) MARZO 2011
Nuovo EP per la band bresciana alla prese con un rock lineare ma efficace, ispirato al post-punk ed alla wave ottantiane e supportato da tastiere barocche che donano ai brani respiro ed allo stesso modo gotica teatralità. Composizioni che se da un lato lasciano intravedere un'importante derivatività, dall'altro riescono a farsi apprezzare anche per la forte personalità. Quindi, diversi i nomi da elencare che hanno ispirato i The Mugshots - Misftits, Ramones, The Damned e diversi altri - ma non da meno risulta lunga la lista dei pregi di questo lavoro: intenso, coinvolgente, scostumato al punto giusto, progressivo in alcuni passaggi. E se considerato anche l'immaginario dentro cui si cala la band, posssiamo con azzardo etichettare "In Disguise" come una sorta di graphic...album. Questo perchè l'EP è un 45 giri in vinile rosso (edizione limitata a 250 copie) correlato da breve fumetto che tanto dona al mondo concettuale del quintetto. In pratica, musica ed immagini scorrono di pari passo creando l'episodio pilota di un'ipotetica serie sci-fi. L'appunto che mi sento di muovere, invece, è che i brani necessitano di maggior vigore, così come la voce di Mickey Evil forse un po' troppo monocorde. Ma l'insieme merita attenzione perchè i The Mugshots sanno come farsi valere anche dal vivo, sede in cui la loro proposta acquista la grinta che in studio in parte viene a mancare. Bella la cover di "I Surrender" degli Adverts. Irriverenza horror. (HARDSOUNDS) FEBBRAIO 2011
Il coraggio di dare alle stampe un disco che contiene la memoria storica del Rock sin dal supporto utilizzato: Il vinile. La caratteristica dei Mugshots consiste soprattutto nella correlazione che riescono ad innescare tra il punk suonato e la sua parte esteriore ed esteriorizzata; elemento che è stato di fondamentale importanza per l'immediata diffusione visuale, dissacrante, estrema e spettacolarizzata . Il gruppo attinge dagli Adicts stile "A Clockwork Orange"; dagli Adverts dei quali ripropongono "I Surrender"; dai Damned impastati di panna. Ma anche Alice Cooper e i suoi spettacoli visionari; JJ Burnel e il suo punk gotico; I Tubes nel loro show più irriverente: "What do you want from life". Quattro canzoni, vinile rosso, 250 copie: Che "spettacolo" per il terzo millennio. (ROCKAMBULA) GENNAIO 2011
Da Brescia rock-city arriva anche "In Disguise" (Gun Club Management, 2010), 10'' dei Mugshots, formazione anomala per il panorama italiano dedita ad un punk-rock granguignolesco alla Damned/Misfits/Lords Of The New Church. Il genere da noi non ha mai preso piede ma questo depone a favore dei Mugshots che, incuranti della cosa, persistono sulla strada dell'horror-punk senza fare troppi calcoli. Bello il loro disco, ma immagino che dal vivo la proposta funzioni ancora di più. (RUMORE) GENNAIO 2011
250 copie limitate di maxi-EP in vinile rosso per gli ormai veterani The Mugshots, una delle poche band italiane che non somigliano ad altre band italiane. La musica del combo capitanato da Mickey Evil si presenta infatti come un cocktail equilibrato di science-horror fiction, new wave anni ’80, punk ’77 e melodia radiofonica. Tastiere alla Stranglers che la fanno da padrone, basso e contrabbasso, sound vicino ai Damned phantasmagorici, make up di scena e testi incentrati sulle mirabolanti e bizzarre gesta di serial killer e monomaniaci di sorta. Avete mai visto niente del genere da queste parti? Io no, per quanto possa ricordare. Una tracklist di 4 pezzi raffinati, ben congegnati e di grande impatto, che include un remake a regola d’arte del classico “I surrender” degli Adverts. Tra le chicche da segnalare, l’intera sezione artwork curata dalla pregevole matita di Enrico Zanoletti, autore anche di un mini-fumetto interno che illustra il testo della title-track. Senza girarci troppo intorno, vi dico che questo disco è un oggetto da collezione prima ancora che un gran vinile da avere nel vostro scaffale. Non fatevi scappare una delle altre 249 copie! (LAMETTE) DICEMBRE, 2010
I bresciani Mugshots mi costringono a scrivere con imbarazzo queste poche righe. Punk rock pomposo e dai toni cupi, non T.S.O.L. ma piuttosto Damned epoca tastieroni. Quattro canzoni sul 10”, coraggiose, anche quando si sbilanciano con soluzioni ruffiane e pseudo-prog. Quello che però non mi permette di apprezzare la loro proposta è la pessima pronuncia inglese ed il cantato forzatissimo, ostacolo per me insormontabile e sopportabile a fatica. Me ne dispiaccio, perché quantomeno si discostano dalle solite schifezze che ci vengono spedite, ma la cover di “I surrender” degli Adverts è il colpo di grazia dopo il quale non posso far altro che consigliare di “rivoluzionare” l’aspetto vocale. (BAM! MAGAZINE) DICEMBRE, 2010
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