Mi era capitato di recensire già un loro demo e mi avevano colpito. Qui fanno uscire un intero album autoprodotto e mettono un sacco di carne in più al fuoco. Horror-punk alla Damned e new wave, con qualche trovata geniale che sconfina quasi nel prog (come "Poliziasettanta", con tanto di campionamenti da celebri film del periodo) e nel metal. Il tutto vale l'ascolto, perché è davvero particolare. "Pissed in Hell", "Amateur Pictures" e "Dr. Bloodmoney", i miei pezzi preferiti. (BE NICE TO MOMMY ) OTTOBRE 2006
The Mugshots. Questa mattina intensamente soleggiata lascia spazio all'immaginario horror-punk, occhiate e passi rapidi in una notte piovosa a casa di Frank n' furter. Risatine malefiche e incipit da cattedrale gotica, le influenze dei Misfits come dei Damned si mescolano a ispirazioni darkwave ("Love on red yesterdays") e slow similromantici ("The mirror"), e tutto è teatralità ed estetica. La presentazione condiziona l'ascolto, parecchio. (ROCKIT) OTTOBRE 2006
Dopo la piacevole scoperta dei veneti From Outer Grave (o F.O.G. ) di qualche mesetto fa, eccomi arrivare da Brescia questo cd che ridona vita alla scena horror punk più schietta e diretta. I Mugshots non sono il classico gruppo che fa il verso ai Misfits ed, anzi, ben pochi sono i punti di contatto con la band di Danzig (perchè, esistono Misfits dopo l'uscita di Danzig?...). Il punto di riferimento principale mi sembrano i Damned , grazie anche ad una vena waveggiante che si avverte su tutte le tracce. Prendete ad esempio "Love on red yesterdays", così sfacciatamente eighties , o "Le patétique", plumbea ed evocativa come dovrebbero essere le canzoni del genere. Non c'è che dire, i nostri, pur con i dovuti limiti dovuti alle inesperienze, ci sanno fare. E se i complimenti li ricevono anche da Tv Smith degli Adverts o da JJ Burnel degli Stranglers un motivo ci sarà... teneteli d'occhio, buon Cd. (ERBA DELLA STREGA ) APRILE 2006
Nella speranza di trovare una produzione importante, i Mugshots si affidano ancora alla Lombroso Releases del loro cantante Mickey Evil per l'uscita del loro primo album, "House Of The Weirdos". Ma non è questo certo un lavoro autoprodotto come se ne vedono tanti in giro, spesso registrati malamente e magari priva di qualsiasi contorno oltre alla musica. "House Of The Weirdos" esce invece in una splendida confezione in cartoncino leggera – sigillata con cera sciolta - che sa tanto di vinile, ed è registrato magistralmente (merito del Living Rhum Studio di Giovanni Bottoglia de L'invasione Degli Omini Verdi). (PUNKWAVE) APRILE 2006
The Mugshots : l'immaginario dark/horror si arricchisce e mai, come questa volta, vi sembrerà così piacevole. Prego riferire subito alla famiglia Addams … diverranno i loro primi fan! (KATHODIK) APRILE 2006
I Mugshots sono una giovane horror-punk band che assetata di sangue si affaccia sulla scena punk con un debut-album ("House Of The Weirdos") molto convincente in cui il gruppo sfruttando i classici clichet del genere non vi si appiattisce ma li rielabora in modo, se non proprio personale, quanto meno originale. (PUNKADEKA) MARZO 2006
Un tipico inizio orrorifico, condito da organi e risatine malefiche, ci introduce nel torvo mondo dei Mugshots. A primo impatto, osservando l' artwork ed essendo in vena di superficialità, verrebbe da pensare di trovarsi al cospetto di una simil-black-metal band ; inaspettatamente, invece, la loro musica risulta una sorta di incrocio tra i Misfits meno heavy e i Ramones più " dark " (quelli di Pet Semetary per intenderci). Punk orecchiabile arricchito con atmosfere pseudo-gotiche quindi, il tutto senza pretese d'originalità alcuna. (ROCKAMBULA) GENNAIO 2006
Questo disco è uno stupendo esempio di come anche in Italia possano realizzarsi alternative musicali degne di nota, capaci di spiccare dal calderone di cloni fritti e rifritti. I Mugshot s, bresciani, sparano un full-lenght dai toni " punkwave " dove chitarre, tastiere e voci impeccabili danno vita ad un piccolo capolavoro. Lo ascolti e lo riascolti senza problemi, e ti rendi conto che questo è un gran bel lavoro, complimenti quindi alla Crypt Of Blood Records , etichetta americana specializzata nell'horror punk che ha deciso di metterli in catalogo (per la produzione invece i Mugshots si sono affidati al caro vecchio diy). Riferimenti cupi, come suggerisce un artwork "draculesco", ma anche tanto ritmo e niente che abbia a che vedere con black\brutal metal o cose del genere, come un comune mortale potrebbe immaginare quando si ritrova in mano il cd. Insomma, un progetto musicale tutto da ascoltare, e da apprezzare nelle sue numerose sfumature. I testi rispecchiano quanto detto in precedenza, sono cupi e misteriosi, sintomo di una band che rinuncia all'immediatezza di molte " punk" band italiane ma che lancia un messaggio profondo e più intimamente sofferto. Tra i miei pezzi preferiti: “Pissed in hell” ; “Amateur pictures (An ode to Jeffrey)” e “Dr. Bloodmoney”. Un solo consiglio: informatevi su questa band e cercate di recuperare questo disco, se cercate qualcosa che non sia ne troppo dark , ne troppo gothic , ne troppo punkrock avete forse trovato la soluzione. (STAYPUNK) GENNAIO 2006
"House Of The Weirdos" (CD, Lombroso Releases , 2005) dei Mugshots , registrato in “28 stressanti ore” nel Settembre 2005, si apre con un'inquietante introduzione ben suonata che termina con un'orgia disumana di urla demoniache. L'inquietudine fa da regina in uno scenario misterioso e sinistro dove, con ritmi che variano dal punk , al rock ed al metal , si narrano esperienze infernali al limite dell'aldilà. Fondamentale è stato l'influsso Misfits per la formazione, sia musicale, che estetica di questo gruppo. La qualità tecnica non manca sicuramente: le voci sono calde e ben gestite e sembrano volare dolcemente sulle basi piccanti e oscure che offrono gli strumenti (è l'idea che emerge da “ Le Patètique”). “ The Mirror ” è una buona canzone che ricorda moltissimo lo stile Iron Maiden. Alcuni pezzi sono suonati con un rock melodico che fa trapelare una singolare allegria (come il finale di “ Le Patètique ”, tra l'altro molto bello ed incalzante). Gli effetti sonori (molti derivanti dall'uso della tastiera) e vocali sono stati utilizzati con cura ed attenzione e non cadono assolutamente nel banale o nell'eccessivo. E' presente come una specie di intervallo una simpatica cover tratta dal film “ La banda del gobbo ” (1977) di Umberto Lenzi Molto belle soprattutto “ Pissed in Hell ” e “ Dr. Bloodmoney ” (quest'ultima forse un po' troppo ripetitiva nel ritornello..) oltre che “ Le Patètique ” . Il “viaggio” termina con un' outro maligna che incarna i tratti del loro “Elitarian Undead Rock”. Un ottimo album per gli appassionati del genere o per chi è alla ricerca non del solito e ridondante metal , ma di qualcosa di meno virtuoso ed epico. Complimenti per il risultato! (EMOTIONALFLASHBACK) GENNAIO 2006
Tornano i Mugshots di Mickey Evil, con un full-lenght dall'estetica horror rock ; ma non lasciatevi ingannare, non ci troviamo di fronte all'ennesimo clone italiano dei Misfits , bensì al cospetto di uno dei più interessanti progetti musicali dell'ultima generazione punk nostrana. “ House Of The Weirdos” è di fatto un mix inedito di wave (il basso dice tutto), tappeti di tastiera che sconfinano nel prog (ci sono ben due tastieristi nel gruppo!), sentori punk e melodia cupa ma trascinante. La voce, curatissima e veramente interessante (probabilmente il punto di forza del progetto), ricorda da vicino la produzione dark/deathrock degli anni ottanta, e mi intriga il fatto che ci sia ancora qualcuno disposto a sperimentare una propria strada senza dare luogo a ridicoli crossover . (LAMETTE) DICEMBRE 2005
Paura e maledizione di essere diversi da tutti gli altri, modificazioni di una volontà di stupire l'inconscio scellerato del pubblico, di quel pubblico estasiato davanti alle loro evidenze non del tutto normali, unicamente volonterosi, con quella grinta fatta di lusinghiera movimentazione che ricorda solo in parte il vecchio movimento dark nostrano, quel movimento che regalava odio e amore, perplessità e rabbia, suoni di valore esterrefatto, evanescenze di un possedimento culturale largamente inoltrato verso l' horror di personale determinazione sotto culturale, punk declassato che gioca le proprie carte sulla bellezza istintiva della semplicità poco semplificata, atta a destabilizzare un concetto di qualità prettamente inebriante e sporco di invidia, non capito perché forse non amato, ma pur sempre esistente. (PASSIONE ALTERNATIVA) NOVEMBRE 2005
I Mugshots sono degli autentici geni, oltre che dei pazzi spaventosi! “House Of The Weirdos” è un cd da ascoltare e da amare. (SOWDUST) OTTOBRE 2005
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