Album Reviews: House Of The Weirdos|Weird Theater

  • Dopo avere aperto un concerto dei Damned, Captain Sensible disse a questi ragazzi: “la vostra musica è troppo rumorosa… per favore, usate la chitarra acustica, ha ha!”. Italiani purosangue, i Mugshots affrontano il mondo dell’horror-punk in modo nuovo ed inedito e (cosa che nel filone fanno davvero in pochi) si concentrano più sulla musica che sul look. Ceroni pesanti, teschi e make-up da zombi per carità non mancano; ma per fortuna non rappresentano la cosa più importante della band. Ciò che rende più appetitosa questa nuova formula di musica horrorifica, è la maniera in cui il gruppo incorpora e usa le tastiere nel suo suono. Un ingrediente, quello delle tastiere, già abbastanza inusuale per un gruppo che affronta questo genere, me il modo in cui le adoperano stupisce davvero! In alcuni momenti sembra di riascoltare l’impeto punk-wave con cui le usavano i Devo, altre volte ricalcano l’esempio dei Damned, altre ancora assumono connotati cosmici, quasi anni settanta (senti “Deliria”).
     
    I Mugshots sono davvero bravi ad occultare il cadavere di quell’horror-punk privo di originalità che negli ultimi anni si è tramandato per mezzo di tanti gruppi cloni dei Misfits e riescono a portare una boccata d’aria fresca al genere. Intelligenza, freschezza e gusto si mischiano all’horror grazie a tutta una serie di soluzioni noir diverse per ogni canzone del CD (e stiamo parlando di 19 canzoni!!!). Il CD in oggetto è un assemblaggio di due album pubblicati dalla band nel 2005 (“House Of The Weirdos”) e nel 2007 (“Weird Theater”) e, come già detto, ogni episodio sonoro affrontato è qualcosa di completamente a sé stante. Si passa dalle staffilate punk di “Pissed In Hell” e “Morningside Graveyard” a piece di totale (oscura) atmosfera come “Deliria”, fino ad arrivare a rock-song potenti come “The Mirror” e canzoni dalla costruzione particolarmente multiforme. Più che un gruppo horror-punk, i Mugshots sembrano una band “horror-punk-rock-wave”: la migliore che oggi conosca.
     
    Nell’arco della (per ora) breve carriera, i Mugshots hanno già suonato al fianco di gruppi come The Stranglers, The Damned, UK Subs, Tre Allegri Ragazzi Morti, The Brian James Gang (l’ultima incarnazione di Brian James dopo Damned e Lords Of The New Church) e The Adverts… La ragione di questo interesse per i Mugshots la troverete su questo CD. Se amate il genere, finalmente avete l’occasione di provare qualcosa di nuovo: per favore, non cercate il disco su soulseek o emule… scrivete alla band e compratelo!
     
     
  • Dediti al culto dell'horror punk, non solo musicalmente ma anche nell'immaginario a cui si rifanno, i Mugshots hanno pensato di riunire in questo disco i loro precedenti lavori intitolati "House Of The Weirdos" e "Weird Theater". Come da loro scritto nel libretto stesso, l'intento della band era quello di rappresentare la prima fase creativa dei Mugshots prima di cimentarsi nel passo successivo.
    Già dall'incipit del primo disco si può immaginare cosa aspettarsi dall'intero ascolto atmosfere macabre e cupe all'insegna di oscurità, mostri, orrore e tutto ciò che può aiutare a far venire i brividi. I brani sono ben arrangiati, la voce è tenebrosa come si dovrebbe e l'ampio uso di tastiere è il tocco che conferisce alle sonorità una maggiore particolarità.
     
    Questi due dischi non sono male, riescono ad esprimere l'essenza della band e, una volta ascoltati, non resta altro da fare che aspettare cosa i Mugshots proporranno in futuro.