Album Reviews: Love, Lust And Revenge

  • LOVE, LUST AND REVENGE è il nuovo lavoro dei  Mugshots, band bresciana che presenta un prestigioso Mini Album di stampo rock.
    L’aggettivo “prestigioso” è legato, come si evince dalle note a seguire, alla presenza di un “grande” come Dick Wagner, ma è questo il caso in cui l’ospitata non è funzionale alla pubblicizzazione dell’album - l’obiettivo mi pare un altro - ma serve a fornire un taglio professionale che è quello che contraddistingue le produzioni d’oltreoceano: ne meglio ne peggio, ma…  disco americano.
    Amore, lussuria e vendetta sono temi cari a molti, anche se spesso ufficialmente si tende a prenderne una certa distanza, e il racconto del quotidiano attraverso il rock metallico, paradossalmente addolcisce i termini.
    Credo che parlare della musica dei Mugshots senza averli mai visti all’opera - ed è il mio caso - sia limitante, perché l’aspetto visual, quell’abbinamento rock-teatro-immagini dissacranti che abbiamo imparato a conoscere molti anni fa con Alice Cooper, viene riproposto con pennellate di originalità musicale - e ciò si può desumere dall’ascolto - ma necessita di un palco per il totale godimento e comprensione.
    Cinque i brani proposti, per poco meno di mezz’ora di musica, coinvolgente e ad alto tasso energetico: non è un caso che i pezzi facciano parte della colonna sonora di un triller, come emerge dallo scambio di battute successive.
    Ho chiesto alla band di autodefinire il genere proposto, e la sintesi che emerge è una sorta di Dark Rock, genere musicale in cui faccio fatica a inserire i brani di LOVE, LUST AND REVENGE, che sento molto più vicini, affini, ad un’epoca ancora legata alla musica progressiva, dove l’ariosità delle armonie,  il controllo del ritmo - seppure all’interno di tempi complicati - la ricerca del dettaglio effettistico, la fanno da padrone. E poi la timbrica vocale - ma questa è dotazione naturale - che riporta a modelli risplendenti negli anni ’70, che ancora oggi lasciano un segno profondo. Su questa base “vintage”, che si espande nei corpi e nelle menti di tutti quelli - anche molto giovani - che hanno avuto la possibilità di bere alla sorgente della musica di qualità, i Mugshots inseriscono il know how personale, le idee originali e … tanto rock, miscela nata con la supervisione di chi ha le carte in regola per inserire nella posizione corretta tutte le tessere del mosaico.
    E’ un album che va riascoltato alcune volte prima dell’assimilazione, e in questo senso la “nobiltà” di base a cui accennavo inizialmente può aiutare, può spingere ad osare, nel caso non si rimanesse colpiti al primo shot.
     
     
  • Che cos'è questo album? Un tuffo nel passato. Una vecchia novità. Probabilmente uno degli album più intensi in circolazione recentemente usciti.
     
    Seppur (ingiustamente) poco conosciuti, i "The Mugshots" vantano una grande esperienza e qualità musicale. Nel loro ultimo album, "LOVE, LUST AND REVENGE" troviamo 5 tracce rilasciate nel Marzo di quest'anno. Dando un'occhiata su internet, ho notato come questa band cerchi di attirare la curiosità del pubblico sui loro pezzi tramite persone famose a livello internazionale, sottolineando che queste collaborazioni hanno aiutato la band ad uno sviluppo reale della loro musica; un'ottima tecnica per attirare nuovi e curiosi fan. Devo inoltre riconoscere alla band la bellezza della copertina di questo EP; mi ha colpito molto, sia a prima vista che analizzando poi quello che effettivamente vi è scritto: l'idea di presentare il nome del gruppo, dell'album, la data di uscita, un estratto del testo di una traccia, il tutto impaginato a giornale, è davvero geniale.
     
    I Mugshots si definiscono dark-rock, anche se ascoltando queste loro 5 tracce mi sono trovato davanti ad un genere leggermente diverso da quello che mi aspettavo; sembrano infatti il risultato di una sperimentazione andata a buon fine, nella quale l'influenza di celeberrimi nomi come Alice Cooper, i Joy Division o i The Misfits hanno giocato un ruolo fondamentale. Hanno anche scritto, nella descrizione del gruppo sulla loro pagina ufficiale di Facebook, che sono influenzati dal Progressive Rock,  genere in cui li avrei inizialmente situati.
     
    Non volendo fare paragoni troppo azzardati, direi che i Mugshots mi ricordano moltissimo gli svedesi Karmakanic. Entrambi progressive rock, i due gruppi si assomigliano per l'utilizzo delle tastiere e dei bassi, fondamentali nelle canzoni che ho sentito. Inoltre, quando all'inizio ho definito l'album "un tuffo nel passato", intendevo dire che le sonorità delle loro canzoni ricorda molto i cosiddetti grandi classici della musica anni '80, le colonne portanti del rock di quegli anni. Il richiamo è molto forte, se mi avessero detto chele canzoni erano state suonate in quegli anni ci avrei creduto immediatamente.
     
    Sono felice di aver scoperto questo gruppo: apprezzo molto ogni loro canzone. Se c'è un limite tra la copia e l'ispirazione, i Mugshots l'hanno indubbiamente identificato e sono riusciti in modo magistrale a rimanere nella parte dell'ispirazione, creando una musica tutta loro ed in cui si trovano a proprio agio. Le sonorità non sono mai banali e gli accordi sempre ben calibrati, facendo emergere una qualità musicale non indifferente.
     
    Il giudizio è molto positivo, meritano senz'altro molti ascolti, almeno molti di più di quelli che tutt'ora ottengono; positivo è anche il giudizio sul lato puramente visivo: ottimo il sito internet, ottimo il contatto con i fan nella pagina facebook, ottima la scelta della copertina del cd. Spero continuino così questi ragazzi.
     
  • The Mugshots are a band who don’t sound like your typical horror-themed band. I guess, technically, they’re not. They’re more a band who play rock and roll with a dark twist. The classic rock influence is so heavy on this album, I have no doubt you could convince any number of people that this is a remastered reissue of a “forgotten” album.
     
    The Mugshots did something with this EP that so many other bands today don’t do. They put the time and effort (and, likely, money) into hooking up with a producer who knows what he’s doing and recorded at a real studio. Most bands figure, “hey, I’ve got some recording gear. Let’s just do this ourselves.” A big percentage of these bands don’t know the first thing about how to make it not sound like a crappy, local band’s recording.
     
    The band enlisted Dick Wagner as producer. Wagner has contributed to songs with the likes of Kiss, Hall and Oates, Peter Gabriel and more. He’s most known for playing guitar with Lou Reed and Alice Cooper in the 70′s. This partnership is fitting because The Mugshots actually sound heavily influenced by 70′s Alice Cooper.
     
    When most people think of classic rock, they’re not thinking dark and brooding. These guys could easily fit in on a soundtrack to a horror movie, though. The subject matter is dark and extremely reminiscent of those end credits pieces or the song someone’s listening to on the radio that actually has a theme that fits with the movie.
     
    “Curse the Moon” is the first song on the EP. It has a nice piano intro. This is followed by a cool classic rock guitar solo over the top. The whole feel is very Alice Cooper. When the chorus comes in, it has a very Queen-like chord progression. Everything comes together and blends very well on this song. This is easily my favorite song on the album, as I could probably listen to it over and over.
     
    “Nothing at All” is almost a Jethro Tull-meets-Meatloaf type composition with the guys from Queen helping out with the chorus’ back-up vocals. The production is great and the song feels like it could have been a huge hit in the 70′s. This could give anything Tull or Meatloaf did in the era a run for their money. It doesn’t catch my ear, personally, but it’s a well put together song.
     
    “Under My Skin” immediately feels like more Alice Cooper tribute material. It’s got a dark progression and a steady, pounding bassline. Lyrically, it seems like something Cooper would have written, as well. The turnaround in the guitar riff has a cool doomy-feel that hooks you. The only problem with this song is that it never really takes off. It feels as if it builds and builds, getting ready to explode into huge finale. However, it never hits that climax, therefore, leaving it a little flat. But don’t get me wrong, it’s not bad, it’s definitely one of the better songs on the EP and keeps you waiting to hear what’s next.
     
    “Free (As I Am)” is, lyrically, dark and brooding. It feels very stalker-esque. The music, again, brings a heavy 70′s Alice Cooper vibe. It just happens to be one of those more forgettable, deep tracks in a Cooper album that it reminds me of. The song never really catches me. The bridge section is reminiscent of the “No More Mister Nice Guy” bridge where he’s talking about a dog biting him on a leg today. The “free as I am” repeated section feels very much like a war protest song and sort of keeps the song from feeling like part of the rest of the album.
     
    “Pass the Gun Around” immediately reminds me of David Bowie’s “Space Oddity”. I can almost hear the phrase “Ground Control to Major Tom” in the opening. It’s got a desolate, lost in space feel. I hear a ton of Queen influence, again, with the backup vocals. The super digital delayed guitar solo is a nice touch. It’s really helps bring the song together.
     
    Overall, this is a good, well-rounded album. It’s not something the typical,”horror music” fan might appreciate. However, fans of that early Alice Cooper-era stuff… the deep cuts, they should definitely give The Mugshots a chance. It’s most-likely right up their alley.
     
     
  • Malgrado i nomi fittizi con i quali si presentano nelle note del libretto di questo EP, i cinque Mughshots sono italianissimi e fra album ed EP con “Love, lust and revenge” giungono alla quinta pubblicazione in pochi anni. Quest’ultima fatica si segnala per la collaborazione con Dick Wagner, musicista e produttore, noto per i suoi trascorsi (tra gli altri) con Lou Reed, Alice Cooper e Peter Gabriel.
    Piuttosto inquietante il retro copertina con i cinque musicisti che fanno fede al nome della band (che significa “foto segnaletiche”) presentandosi tumefatti e “sfatti”, un po’ ricordando un “Rocky Horror Picture Show” o anche qualche film horror di serie B. E veniamo alla musica…
    Un paio di domande sono subito da porsi. Si tratta di un album “prog”? Cosa possiamo catalogare come “prog”? Lasciando ad ognuno l’onere della risposta, “Love, lust and revenge” è comunque un album piacevole e divertente all’ascolto. Lontano da barocchismi estetizzanti, lontano dal romanticismo genesisiano, distante dalla frangia più heavy del rock, estraneo alle angosce esistenziali vandergraffiane… Non c’è traccia di suite o di brani troppo articolati, eppure l’album ci cattura sempre più ad ogni ascolto e ci ritroviamo a canticchiare questo o quel ritornello sempre più di frequente.
    Cinque sono i brani proposti (tra i quali una cover di Alice Cooper), granitici ma anche melodici, sferzanti ma anche delicati in alcuni passaggi. Una leggera patina di mistero e di decadentismo dark pervade le composizioni, ma considerateli dei semplici “input” per inquadrare un poco le varie tracce.
    La più “canonicamente” prog è forse “Curse the moon” con una delicata introduzione di tastiere seguita da una bella frase di chitarra elettrica che anticipa colpi secchi di batteria e poi l’ottimo canto di Mickey E. Vil. Notevole il finale con tastiere a sfumare. Certo poi ci sono brani come “Free (As I am)“ che, seppur validi, rimandano a Lou Reed piuttosto che al prog, ma il risultato è comunque degno di nota. “Love, lust and revenge” probabilmente potrà generare qualche pregiudizio fra gli ascoltatori, per la non facile collocazione alla voce “genere”: prog o non prog questo è il dilemma…
    Facendo mia la storica scelta di Ponzio Pilato, me ne lavo le mani e lascio scegliere l’ascoltatore, aggiungendo solo che il CD è ben fatto ed interessante. E tanto basta. Almeno a me.
     
     
     
  • The cd title and the cd case let us think about a dingy road movie by Quentin Tarantino with the music of Alice Cooper as the soundtrack. With the latter you're not far from the truth because this Italian band approaches, on the EP "Love, Lust and Revenge", our favourite spook damn close.
     
    Not only because they cover an Alice Cooper song but mainly because they have hired Cooper's producer, Dick Wagner, who is also writing a tune. This is not so much the bombastic, it's rather the more song-oriented Alice Cooper and they deliver five beautiful songs.
     
    No, it's not Prog but it's good music, for late at night if you, Alice, no longer dare to stay up but yet you do not want to go to sleep.
     
    () BEGINNING 2014 - translated from dutch
  • Cinque brani che fanno parte della colonna sonora del thriller “Reversed”, firmato da Vince D’Amato e pubblicato da Brivido Giallo/Creepy Six Films, caratterizzati da un rock dalle fosche tinte obscure e dalle (ovvie, considerato l’utilizzo) ambientazioni cinematografiche, ove traspare pure una certa inclinazione per le proposte di Genesis ed altri felici interpreti della stagione d’oro del rock progressivo Inglese, ma riadattate con cura e personalità, ecco quanto proposto da The Mugshots in Love, lust and revenge. Un lavoro ove il processo di produzione e di perfezionamento dei suoni è stato affidato a mani peritissime (Dick Wagner già chitarrista di Alice Cooper e collaboratore di Kiss e Meat Loaf, Otto D’Agnolo per quanto riguarda il mixing, Gil Markle per il mastering) ed è stato svolto in studi qualificati tanto che è limitante attribuire al disco la patente di semplice produzione nazionale. “Nothing at all”, “Under my skin”, “Curse the moon”, “Free” e Pass the gun around” sono legati fra di loro da un filo rosso sangue che non va spezzato per non compometterne la piena assimilazione, in fatti Love, lust and revenge va ascoltato con la giusta concentrazione, meglio se in cuffia e colla mente sgombra d’ogni quotidiano cruccio. Impongono la giusta preparazione, perchè trattasi di un percorso che evocherà immagini spettrali, ingenererà stati d’ansia, d’attesa d’un evento inevitabile quanto esiziale, turberà colla sua carica morbosa; eppur la descrizione assume toni pacati, mai superando i musici i limiti d’un rock quasi cameristico seppur espresso con strumenti tradizionali. Un disco che si colloca, pur nella sua brevità, ai vertici dell’annuale messe di opere, che va isolato dal resto, perchè c’è troppa muffa che incrosta i marmi e quindi rischia di ricoprire colla sua patina di mediocrità anche chi merita ban altra attenzione, e che sopra tutto rifiuta frettolose classificazioni, tangendo generi diversi e reinterpretando regole adattandole al fine che vuole conseguire. Peccato sarebbe abbandonarlo tra le nebbie, ma forse di questo i suoi Autori non si assillano, perchè il plauso di pochi vale molto di più di quello delle ebeti masse.
     
     
  • The Mugshots are a quintet now living in Italy but actually born in New York back in 2001. It's the singer, Mickey E.Vil, who found the name from an Alice Cooper's title, an artist he's fond of - despite these italians deal more with Melodic Hard Rock. They have released two albums so far, along with a bunch of EP's. In 2012 they teamed up with Dick Wagner, guitar player and producer.
    The cover recalls the deep interest of the band for horror movies: it portraits Suzi Lorraine, a queen of the genre, posing lascivioulsy. Be also aware that the album's music is part of the soundtrack of Vince D'Amato's latest movie "Reversed", a canadian production.
     
    The atmospheres created throughout this EP suggest an interesting career to come, they keep curiosity awake. A special mention for the singer's talent, whose voice is confident and solid, a little bit close to the kind of Bahaus's Peter Murphy. The compositions are embellished by a piano, often melancholic, sustained by sinuous electric guitar parts often aware of the riff's meaning, it's energic and the choirs are definitely beautiful.
     
    "Nothing At All" and "Under My Skin" are more axe-guitar oriented - always led divinely by the singer - the arrangements sound gothic, we hear a real work, real energy, yet "Curse The Moon" brings us to the highlight of the gracious melancholia of the piano, still the guitars are well present - the whole thing really convincing and above all original. Then comes the best one, "Free (As I Am)", released as a single supported by Dick Wagner's guitars - the old veteran really adds some salt with riffs which smell like the Seventies - plus a Hammond organ humming in the corner.
     
    This "meeting" is quite incredible and works perfectly, there is a sulforous smell of Lou Reed's live stuff, the guitar shows itself in a decisely imperial manner as Dick Wagner brings our young wolves on the scene. Dick was in Frost when they had a hit with "R&R Music", he was with Alice Cooper and played on the amazing "Berlin" by Lou Reed plus the two live albums, alogn with Steve Hunter.
     
    This excellent EP ends with a ballad where the voice is sailing with happiness, with Dick still present. An album which would not let us expect that we would have witnessed a sacred revelation.
     
     
  • The Mugshots are an Italian rock group who state that their influences are primarily Alice Cooper, along with The Stranglers and The Misfits. The quintet from Brescia have already released two albums and several EPs, which is presumably one of the reasons why they were to attract Dick Wagner to be involved as producer. He has certainly assisted with getting a very authentic Alice feel to the band, although this is the side of Alice that is all about controlled melody and hooks as opposed to bombast. What many people still fail to appreciate with Alice Cooper is that over the years the band/singer have produced some stunning albums full of incredible songs. I have never seen Alice in concert, but I have plenty of his albums as I enjoy the music so much. It is this element that Dick has really brought to the fore, with the drums and guitar sound on “Curse The Moon” in particular sounding as if it is straight from ‘Billion Dollar Babies’.
     
    But, these guys are doing much more than just a straight Alice copy and are bringing in elements that are much more progressive in certain aspects, with the result being a controlled melodic rock EP with plenty of piano and twists that is sure to interest a lot of people. It may not fit in with the style of music normally released by this label, but is a damn fine piece of work and I look forward with interest to see if the relationship with Dick will continue.
     
     
  • E’ un lavoro controverso questo “Love, Lust and Revenge”. La band ha un nome che mi fa pensare a cose goth-punk, nonostante abbia alle spalle già un discreta attività discografica fatta di due album e due EP. “Love, Lust and Revenge” possiede si qualcosa di decadente in alcune melodie, ma le sonorità sono nettamente sul rock anni ’70, tra la sua variante progressive e un cantante che potenzia questo effetto perché ricorda Peter Gabriel e quindi il tutto fa un po’ Genesis. C’è anche un lato vagamente hard rock, ma nella sua versione romantica, tipo Uriah Heep. Cosa gradevole, gli amanti ne apprezzeranno, ma è pur vero che tutto quanto ha qualcosa di nettamente derivativo. Sonorità pulite e retrò, songwriting che si rifà a modelli andati, ed ecco che i The Mugshots dichiarano questa appartenenza all’old style, ma facendolo con poche idee proprie. Ad esempio “Free (As I Am)” potrebbe sembrare uno scarto dei Free, i Genesis saltano fuori in “Under My Skin”. Queste cinque canzoni che formano l’EP sono gradevoli, senza dubbio, ma non rivelano una personalità netta per i The Mugshots italiana. Riconosco che Dick Wagner (chitarrista e collaboratore per Lou Reed, Alice Cooper e molti altri) ha svolto un lavoro eccellente nella produzione, ma è anche l’unico a rivelare un tocco particolare con la sua chitarra solista prestatasi alla band. Proprio lui che della band non ne fa parte.
     
     
  • What happens when you stick together some italian musicians with a key-guitar player of the Seventies such as Dick Wagner? Maybe that they sign an EP on which Alice Cooper and Lou Reed's right hand is emerging with great solos above a Melodic Rock context.
     
    Even though the band is asserting to be influenced by Progressive Rock, what you copiously get here is great choruses, with vocal arrangements that even remind of Gospel (or Pink Floyd) and synths, more atmospheric rather than soloist.
     
    Pleasant, obsessive, even desperate, the four original tunes can be enjoyed in a breath and their version of a Cooper song looks like a John Lennon ballad.
     
     
  • The songs from this minialbum can be found on "Reversed" directed by canadian Vince D'Amato, but even more interesting is the fact that The Mugshots here worked with guitar player and arranger Dick Wagner, known for his theatrical work with Alice Cooper. And you can hear it in every pore of this material.
     
    Wagner's sense for macabre drama and symphonic strong and lound crescendos unite forces with The Mugshots' dark, melodic Rock in an appealing way. Unfortunately, the newer songs are far better composed and arranged than the classic "Under My Skin" and "Pass The Gun Around" - the latter coming from possibly the less known Alice Cooper's recording - at least the famous Cooper/Wagner duo is here pleasantly represented.
     
    A collaboration I wish could be resumed.
     
     
  • THE MUGSHOTS is an Italian group, formed in 2001 in New York by Mickey E-VIL, strongly inspired by the work of the old Alice Cooper. Yet, it it only in 2005 that the first LP sees the light of day ( 'House Of The Weirdos' ),followed by 'Weird Theater' (2007), and then by two EP: 'Doctor Is Out' in 2009 (sic!) and 'In Disguise"', edited in limited... release in 2010. The concept of these different albums is based on stories of crime, the look is close to that of horror movies: just take a small tour on their site to be persuaded.
     
    The release of 'Lost, Lust And Revenge', new EP of 5 titles lasting less than 28 min, does not derogate from the rule: the packaging, very successful in sticking in the mind, reveales a pouch representing the newspaper headline about a crime scene ... they are not called MUGSHOTS by chance (the mug shots being the photos of identity used by the police, or the people photographed holding a signboard with a number ... if you know what I mean). Musically, the group has engaged the services of Dick WAGNER, the shows producer of 'prima donnas' such as Lou Reed, KISS, Peter Gabriel, Aerosmith or Alice Cooper, who beyond the work of arrangements on 'Lost, Lust And Revenge', is going to hold the lead guitar. The result is unstoppable: brilliant production, perfect sound quality showing a balanced recording, clean - in short, very 'professional' - throughout this mini album the first notes of 'Nothing At All', tell us that we are leaving for a new and exciting journey into the world of progressive: a sweet piano introduction, a few notes of lunar guitar, a voice that is strangely reminiscent of that of Simone ROSSETTI (therefore, by ricochet to Peter Gabriel - even if the stamp is closest to that of the transalpine singer). In short, all the ingredients are gathered together to propose to the listener an exercise worthy of those of their fellow Italians of THE WATCH.
     
    This is confirmed by the excellent 'Under My Skin' and its first notes in the legacy of 'The Bogus man' of ROXY MUSIC - back then at the top of their art, with the live album 'Viva! Roxy Music'. But nevertheless a title more in the legacy of Phil Collins's Genesis, enclosed in a structure 'verse-chorus' - necessarily less prog - but damn efficient! 'Curse The Moon' comes as a breathing quiet - too quiet for a mini album? - It passes through a 'romantic' guitar letting us even think about a Gary Moore of quiet moments ... in short, a little 'marshmallow' to my taste ... On the other hand, we leave the world of progressive with 'Free As I am', despite a guitar intro which reminds that of Mike Rutherford on 'We Can't Dance'. But after two minutes, it switches into a rock very close to Lou Reed, then carrying obvious influences by T-Rex, and to a lesser degree, we can recognize a few plans used by their friends, THE STRANGLERS. The final is dazzling and worthy of a JOE COCKER singing at Woodstock. Very psychedelic '69 choirs give this title a diversity which in fact bring it to be the more successful tune of this mini-album. We don't leave the early 70's with the last title 'Pass The Gun Around', thanks to the intonations of a David Bowie between 'Space Oddity' and 'Ziggy Stardust'. The David GILMOUR's guitaristque take-off gradually bring us back to a more recent period.
     
    All in all, a very good surprise, which will delight fans of a music which derives from the Seventies, whether being the progressive side with the GENESIS of Peter Gabriel, or other more rock sources - with a modern touch given by the ultra-efficient production of a Dick WAGNER. And knowing the ridiculous price you see on some sites, it would be a shame to pass this EP by, considering its many influences.
     
     
  • Nuovo EP per i nostrani The Mugshots, definiti come una "dark rock band" e caratterizzati da liriche che hanno come tema principale gli omicidi. Il disco si apre con Nothing At All, una ballad che richiama le sonorità anni '70, sonorità che sono presenti anche nella successiva Under My Skin. A spezzare questa monotonia arriva la tetra Curse The Moon, sicuramente uno dei pezzi più interessanti di questo lavoro. Free (As I Am) vede la collaborazione di Dick Wagner che si cimenta in un piacevole duetto vocale con Mickey Evil, per il resto è un brano piuttosto scontato. Chiude il disco Pass The Gun Around dotata di un refrain magico e di un ottimo assolo, forse il picco più alto raggiunto dalla tracklist. 

    Per concludere, questo non è un EP particolarmente brillante che però riesce a "salvarsi" grazie a due brani di gran classe (Curse The Moon e soprattutto Pass The Gun Around). Se amate questa band o questo tipo di musica è comunque un disco che potete considerare.
     
     
  • Another European act that caught FabricationsHQ’s ear in 2013 was Italian band The Mugshots.
    On their Love, Lust and Revenge five track EP the band honed a very deliberate and distinct sound with an Alice Cooper ...Band feel and appeal – and we’re talking early era band and material; dark, sinister, theatrical but with plenty of musical interest and some simple but effective piano underpinning three of the five songs.
     
    Dick Wagner (Lou Reed, Alice Cooper) played on, arranged and produced the songs; in providing the latter service The Mugshots earned the distinction of becoming the first European band to be produced by the legendary American guitarist.
     
    ’Curse the Moon’ may well be the highlight of the four originals while ‘Free (As I Am)’ is a number that wouldn’t be out of place on early Alice Cooper Band albums.
     
    As a final tip of the top hat to Cooper there's a nice cover of the under heard/ hidden gem ‘Pass the Gun Around,’ the excellent Cooper/ Wagner penned number that closes out Cooper's 1983 album, Dada.
     
     
  • Here is a nice surprise. The truth is that we do not know much about The Mugshots, apart from the fact that they are Americans with Italian origins and that the EP sees the participation of legendary Dick Wagner (Lou Reed, Kiss, Peter Gabriel, Aerosmith) on piano and lead guitars. This is why the compositions of Mickey E. Vil sound so old fashioned. "Love, Lust & Revenge" mainly consists of 70's Progressive Rock nature tracks with psychedelic brushstrokes. Something like a combination between Alice Cooper' gold days and Marillion second phase, let's say. Peculiar is for instance the beginning, with "Nothing at all". In this 5-track EP is dominating a semi-ballad climate with the keys playing the main character. Good ideas are "Curse The Moon" and "Free (As I Am) ", which come blending with the very good voice of Mickey probably playing a more supportive role because of the music primacy. Let's deepen the Mugshots' knowledge, a band which on the first meeting did not disappoint us.
     
     

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