Album Reviews

  • I The Mugshots, combo nostrano con alle spalle ben due full length, rappresentano una realtà alquanto bizzarra; per quanto ai più possano sembrare degli sconosciuti, essi rappresentano nel loro piccolo una realtà assai interessante ed affascinante. Ciò che è stato in grado di dare una spinta verso l'alto al quintetto è stato nel 2012 l'inizio della collaborazione con nientepocodimeno che Dick Wagner, famoso chitarrista di Lou Reed ed ospite per vari progetti di Kiss, Aerosmith e Meat Loaf. Dopo un anno di lavoro la band rilascia nel 2013 questo Love, Lust and Revenge, che nonostante alcune scelte discutibili riesce nel farsi apprezzare.
     
    Il disco si compone di cinque brani, non molto diversi tra loro, che si orientano più verso un progressive rock settantiano ricordante i Jethro Tull piuttosto che verso il post punk proposto nei precedenti lavori. Nothing At All, prima (e migliore) canzone del plot, è aperta da dolci note di pianoforte, contornate dai suoni di chitarra e basso che presto prendono il sopravvento assieme alla bella voce di Mickey Evil, il tutto condito con un testo molto cupo (caratteristica ricorrente nei The Mugshots), a dispetto della atmosfera "amichevole" del brano. Under My Skin è molto simile alla precedente, se non fosse che qui le somiglianze con il David Bowie dei tempi sono talmente evidenti da parere esagerate. Curse The Moon è un'altro episodio molto interessante, sostenuto da un malinconico Erik Stayn alle tastiere e dal solito giro di chitarra azzeccato; davvero buona la prova di Mickey Evil, che possiede una voce assai piacevole. In Free (As I Am) compare Dick Wagner come ospite alla chitarra, e di nuovo si possono sentire i grandissimi richiami al Bowie settantiano. Chiude il tutto Pass The Gun Around, canzone molto carina ed orecchiabile, con un Macfly protagonista alle sei corde capace di dare una spinta in più al resto del gruppo. Ottima tra l'altro la produzione, cristallina,
     
    Un disco di classe non c'è che dire, caratterizzato da moltissime influenze, forse troppe; il rischio di cadere nel "già sentito" è ora più che mai un problema per gruppi come i The Mugshots, ma non sarebbe giusto dargliene colpa. Tutto il meglio è già stato scritto, quindi ispirarsi ai migliori appare come più che lecito; soprattutto se come i nostri hanno fatto si va poi ad amalgamare queste influenze con altre sonorità (in questo caso trattasi di goth rock e post punk).
    Un lavoro davvero molto piacevole, consigliato a tutti.
  • Mi sono perso la calata italica di uno dei miei eroi musicali, Dick Wagner, di cui ho seguito le gesta fin a partire dagli oscuri Ursa Major, poi Dick ha preso il volo e ha collaborato con grandi nomi come Lou Reed, Alice Cooper, Kiss e Peter Gabriel tanto per chiarire la caratura del personaggio. La venuta di un artista del suo calibro ha lasciato una traccia inattesa, la produzione del disco di questa band italiana ed ero piuttosto curioso di poterci mettere le orecchie. Wagner comunque ha anche composto insieme al gruppo e ha suonato in alcuni pezzi. I cinque ragazzi di Brescia hanno convinto il veterano del rock con la loro musica, già solo questa notizia mette voglia di saperne di più. La band è nata nel 2001 e all’attivo ha già due album e questo è il terzo Ep. A parte questi brevi cenni biografici non so molto di più. Il gruppo propone una musica molto americana, che sembra nata a New York ed in effetti pare che l’idea della band sia venuta proprio a Mickey E.Vil visitandola. Qualcuno ha li ha descritti come un incrocio fra i Blue Oyster Cult e Stranglers, ma da questo Ep io ci trovo qualcosa anche di Reed, il Joel più duro e di Patti Smith.
     
    Il presente disco è composto da cinque brani, il primo “Nothing at All” è una rock song visionaria, l’inizio è carico di suspence e mistero, sembra un pezzo uscito da un disco dimenticato dei mitici settanta, questi ragazzi sono proprio capaci di ricreare un’atmosfera credibile. Il secondo brano è di Dick, “Under My Skin” un pezzo ruvido, acido, psichedelico, si sente la mano del maestro, ma bravi anche i Mugshots che lo interpretano proprio bene. Molto bella anche la sofferta e teatrale “Curse the Moon”, dove troviamo anche un sentito assolo di Wagner e dove la band mette a frutto tutta la propria personalità. “Free As I Am” è un moderato hard rock alla maniera di Reed, ancora molto ancorato a sonorità un po’ dimenticate, ma che hanno ancora grande fascino, restituito a meraviglia da questi ragazzi. Si chiude con una bella cover di Alice Cooper “Pass the Gun Around”, il brano che non ti aspetti e non posso che apprezzare questa scelta che dimostra vera passione.
     
    I Mugshots sono un gruppo che si sta facendo apprezzare per una proposta personale e fuori dal coro, una voce che sembra isolata nel mare delle produzioni nazionali, ma che non deve sfuggire ai veri appassionati di musica e so che fra i nostri lettori ce ne sono.
     
     
  • L’ep Love, Lust and Revenge, prodotto da un prode axeman dei ’70 come Dick Wagner, sfoggia suoni maturi e livello compositivo davvero internazionale.
     
    Qualche giorno fa mi son messo a riascoltare gli Stranglers: avevo il loro primo e terzo cd, ma non li avevo mai sentiti tanto, quando li avevo presi erano finiti presto sullo scaffale. Ora li ho apprezzati come meritano e ho capito perché: sono un gruppo new wave di prima qualità, anche perché… suonano bene, quasi come una band progressive degli anni pre-punk! Detto allora sarebbe suonata una bestemmia, ma ascoltateli con attenzione… sentite quell’organo così doorsiano? Se ascoltate la cover di Bacharach (Walk On By, nei bonus di Black and White) non potete non notare che la lunga parte strumentale centrale è praticamente sovrapponibile a quella di Light My Fireby Manzarek-Krieger. “Forse suonavano troppo bene per sfondare, al loro tempo”, mi dice Fabio Bianco di Psycho, che mi ha venduto i cd ed è un loro fan storico.
     
    Cosa c’entra tutto questo col nuovo ep dei Mugshots? Ci arriviamo. 
    Come anticipato nell’occhiello, Love, Lust and Revenge (in apertura la copertina, che fa molto cronaca nera) contiene 5 brani prodotti (ma anche suonati e due pure composti: Pass The Gun Around viene da DaDa di Alice Cooper, Under My Skin era destinata a Welcome 2 My Nightmare) da Dick Wagner, chitarrista extra lusso già al fianco (spesso in coppia con Steve Hunter) di Lou Reed (Berlin, Rock’n’Roll Animal e Lou Reed Live), Alice Cooper (dal ’72 al ‘91), ma anche con Peter Gabriel, Kiss, Aerosmith etc . 
    E si sente, ragazzi, se si sente: il mini (28‘ di durata) ha un suono rotondo e corposo che ricorda proprio il Lou Reed di metà Seventies, con dei coretti alla Bowie (diciamo Aladdin Sane) e qualche inflessione vocale che in effetti potrebbe anche ricordare il Peter Gabriel di passaggio del debutto solista. Tutti capolavori circa della stessa epoca, in cui in effetti il Wagner ebbe il suo bel ruolo nella definizione del suono.
     
    Come ha fatto qui, dove raffina il Mugshots sound, originariamente più horror punk, dalle parti di Damned/Lords of the New Church (con i quali hanno anche suonato dal vivo, vedi foto sopra a sinistra), o dei succitati Stranglers (foto sotto a destra), “grandi fonti di ispirazione”, dice il cantante e compositore Mickey E.Vil (Michele Savoldi): “In effetti i Mugshots esistono perchè esistono gli Stranglers, coi quali abbiamo tra l'altro una solida amicizia, in particolare con Hugh Cornwell (che vedete con lui nella foto qui a lato, NdR), che abbiamo pure portato in Italia il marzo scorso”.
     
    Ascoltando le composizioni della band bresciana, già più evolute dello standard punk, Max Gasperini della Black Widow (che distribuisce l’album) intuisce però che lo spettro dei Mugshots (il nome indica le foto segnaletiche della polizia USA) è più ampio: “facevano (e tuttora fanno) un horror rock tra Lou Reed, Stranglers, Damned e Lords of the New Church, con spiccati riferimenti anche ad Alice Cooper (e persino una passionaccia per certi Marillion!). È stato facile capire che potevano ‘progredire’ oltre. E con ciò intendo potenziare la componente prog già presente nel loro dna, in modo da essere apprezzati anche da quella fascia di pubblico: le loro armi compositive sono già abbastanza affilate per conquistarlo. La via per arrivarci si chiama Blue Oyster Cult, un gruppo hard/metal con che aveva nel proprio suono marcate componenti prog. Come c’erano del resto nel punk degli Stranglers”. 
    Ecco svelata l’introduzione dell’articolo: una connessione che Danilo Arona definirebbe una “consonanza cosmica” (sprofondate nel suo Protocollo Stonehenge, se ne riparlerà)! 
     
    Nella direzione tratteggiata sopra da Gasperini andrà dunque l’album full length che i Mugshots hanno già pronto a livello di scrittura dei brani, con in programma di registrarlo nel 2014, ancora una volta portando in studio ospiti di spicco e prendendo definitivamente il volo per quanto riguarda l’orizzonte sonoro.
     
    Mentre la componente glam rimane – oltre che nelle aperture tastieristiche – nei paludamenti del cantante da Baron Samedi vuduista (che vedete nella foto a sinistra e nei loro video live): “Baron Samedi è un personaggio che ha catturato la mia attenzione sin da piccolo, grazie al film di James Bond Live And Let Die e, in seguito, anche grazie ad altri film che trattano il Voodoo, come Il Serpente E L'arcobaleno, Zombi 2, Demoni 3, The Skeleton Key etc. inoltre trovo il Voodoo affascinante come tutte le religioni sincretistiche, dato che contiene elementi africani tanto quanto elementi cristiani ed europei”.
    Eh, sì, prevedo che risentiremo parlare di questo gruppo... e che saranno cose di serie A.
     
     
  • Per capire "Love, Lust and Revenge" dei The Mugshots bisogna ricostruirne luoghi e storie... dal nome stesso della band ("Mug Shots" sono le foto segnaletiche degli arrestati), ai testi che narrano vicende ed amori al confine dell'oscurità dell'animo umano, alle collaborazioni musicali ed alla produzione.
     
    Prodotto da Dick Wagner (storico chitarrista di Lou Reed ed Alice Cooper, collaboratore di grandi e grandissimi nomi della scena rock internazionale) e mixato ai Chaton Studios di Phoenix, questo EP della band bresciana è un disco di rock melodico a tinte fosche, con momenti di psichedelia ed ammantato di teatralità.
     
    Il sound è coinvolgente e di buona personalità, ricorda alcuni dei momenti più cupi della produzione di Reed, di Patti Smith, ma anche in parte quello delle classiche rock ballad americane (di derivazione Lynyrd Skynyrd) e, vocalità a parte, certe atmosfere dei brani d'impronta rock di Tom Waits.
     
    Il risultato è un EP che scorre via veloce, regalando suggestioni di un universo urbano notturno e pericoloso, malinconico ed a volte struggente, evocato da suoni, armonie, arrangiamenti e melodie sempre estremamente curati; la band suona molto bene, con un approccio musicale convincentemente "U.S.A. - style", e gli interventi chitarristici di Wagner impreziosiscono ulteriormente il lavoro.
     
    Edito da Alka Record Label/Black Widow Records/ Desert Dream Productions (USA) ed in vendita anche in tutti i principali stores digitali, "Love, Lust and Revenge" è un prodotto godibile, originale, senz'altro molto diverso dalla maggior parte delle proposte rock italiane. Un disco suggestivo da non farsi sfuggire.
     
     
  • Sono una band atipica i Mugshots, formatisi a New York City ma alla fine d’adozione italiana, bresciana per la precisione,  tanto che la label che li pubblica è la nostrana Alka Records con distribuzione Black Widow. In realtà anche la musica che producono, bella per altro, è difficile da definire… Non è prog, non è hard, non è psichedelica ma racchiude, comunque, ingredienti pescati qui e li. Il monicker, che in inglese sta per “foto segnaletiche”, ben si adatta ad un gruppo che ama raccontare storie a tinte noir, caratterizzate dalle atmosfere notturne della matrice dark del gruppo, questa volta arricchite dagli ingredienti mutuati dalle correnti sopracitate. Nothing At All è caratterizzata da tastiere in bilico tra prog seventies ed il new prog tipico dei Marillion più tradizionali. Il piano pieno di malinconia caratterizza Curse The Moon, Free (As I Am) è di derivazione bowiana e comunque lungo tutta la durata del disco si sente forte l’impronta del produttore, il chitarrista storico di Alice Cooper e Lou Reed Dick Wagner, che tra l’altro interviene nel lavoro anche con la sua sei corde. Certo è solo un ep, dura circa trenta minuti, ma è davvero ben curato, oltre che nella produzione,  nei suoni e nel missaggio (a cura di Otto D’Agnolo che ha già lavorato con Red Hot Chili Peppers e Soulfly tra gli altri….) ed è confezionato in un bel digipack. Sicuramente pone le basi per un futuro interessante, vista l’originalità della proposta.
     
     
  • LOVE, LUST AND REVENGE è il nuovo lavoro dei  Mugshots, band bresciana che presenta un prestigioso Mini Album di stampo rock.
    L’aggettivo “prestigioso” è legato, come si evince dalle note a seguire, alla presenza di un “grande” come Dick Wagner, ma è questo il caso in cui l’ospitata non è funzionale alla pubblicizzazione dell’album - l’obiettivo mi pare un altro - ma serve a fornire un taglio professionale che è quello che contraddistingue le produzioni d’oltreoceano: ne meglio ne peggio, ma…  disco americano.
    Amore, lussuria e vendetta sono temi cari a molti, anche se spesso ufficialmente si tende a prenderne una certa distanza, e il racconto del quotidiano attraverso il rock metallico, paradossalmente addolcisce i termini.
    Credo che parlare della musica dei Mugshots senza averli mai visti all’opera - ed è il mio caso - sia limitante, perché l’aspetto visual, quell’abbinamento rock-teatro-immagini dissacranti che abbiamo imparato a conoscere molti anni fa con Alice Cooper, viene riproposto con pennellate di originalità musicale - e ciò si può desumere dall’ascolto - ma necessita di un palco per il totale godimento e comprensione.
    Cinque i brani proposti, per poco meno di mezz’ora di musica, coinvolgente e ad alto tasso energetico: non è un caso che i pezzi facciano parte della colonna sonora di un triller, come emerge dallo scambio di battute successive.
    Ho chiesto alla band di autodefinire il genere proposto, e la sintesi che emerge è una sorta di Dark Rock, genere musicale in cui faccio fatica a inserire i brani di LOVE, LUST AND REVENGE, che sento molto più vicini, affini, ad un’epoca ancora legata alla musica progressiva, dove l’ariosità delle armonie,  il controllo del ritmo - seppure all’interno di tempi complicati - la ricerca del dettaglio effettistico, la fanno da padrone. E poi la timbrica vocale - ma questa è dotazione naturale - che riporta a modelli risplendenti negli anni ’70, che ancora oggi lasciano un segno profondo. Su questa base “vintage”, che si espande nei corpi e nelle menti di tutti quelli - anche molto giovani - che hanno avuto la possibilità di bere alla sorgente della musica di qualità, i Mugshots inseriscono il know how personale, le idee originali e … tanto rock, miscela nata con la supervisione di chi ha le carte in regola per inserire nella posizione corretta tutte le tessere del mosaico.
    E’ un album che va riascoltato alcune volte prima dell’assimilazione, e in questo senso la “nobiltà” di base a cui accennavo inizialmente può aiutare, può spingere ad osare, nel caso non si rimanesse colpiti al primo shot.
     
     
  • Che cos'è questo album? Un tuffo nel passato. Una vecchia novità. Probabilmente uno degli album più intensi in circolazione recentemente usciti.
     
    Seppur (ingiustamente) poco conosciuti, i "The Mugshots" vantano una grande esperienza e qualità musicale. Nel loro ultimo album, "LOVE, LUST AND REVENGE" troviamo 5 tracce rilasciate nel Marzo di quest'anno. Dando un'occhiata su internet, ho notato come questa band cerchi di attirare la curiosità del pubblico sui loro pezzi tramite persone famose a livello internazionale, sottolineando che queste collaborazioni hanno aiutato la band ad uno sviluppo reale della loro musica; un'ottima tecnica per attirare nuovi e curiosi fan. Devo inoltre riconoscere alla band la bellezza della copertina di questo EP; mi ha colpito molto, sia a prima vista che analizzando poi quello che effettivamente vi è scritto: l'idea di presentare il nome del gruppo, dell'album, la data di uscita, un estratto del testo di una traccia, il tutto impaginato a giornale, è davvero geniale.
     
    I Mugshots si definiscono dark-rock, anche se ascoltando queste loro 5 tracce mi sono trovato davanti ad un genere leggermente diverso da quello che mi aspettavo; sembrano infatti il risultato di una sperimentazione andata a buon fine, nella quale l'influenza di celeberrimi nomi come Alice Cooper, i Joy Division o i The Misfits hanno giocato un ruolo fondamentale. Hanno anche scritto, nella descrizione del gruppo sulla loro pagina ufficiale di Facebook, che sono influenzati dal Progressive Rock,  genere in cui li avrei inizialmente situati.
     
    Non volendo fare paragoni troppo azzardati, direi che i Mugshots mi ricordano moltissimo gli svedesi Karmakanic. Entrambi progressive rock, i due gruppi si assomigliano per l'utilizzo delle tastiere e dei bassi, fondamentali nelle canzoni che ho sentito. Inoltre, quando all'inizio ho definito l'album "un tuffo nel passato", intendevo dire che le sonorità delle loro canzoni ricorda molto i cosiddetti grandi classici della musica anni '80, le colonne portanti del rock di quegli anni. Il richiamo è molto forte, se mi avessero detto chele canzoni erano state suonate in quegli anni ci avrei creduto immediatamente.
     
    Sono felice di aver scoperto questo gruppo: apprezzo molto ogni loro canzone. Se c'è un limite tra la copia e l'ispirazione, i Mugshots l'hanno indubbiamente identificato e sono riusciti in modo magistrale a rimanere nella parte dell'ispirazione, creando una musica tutta loro ed in cui si trovano a proprio agio. Le sonorità non sono mai banali e gli accordi sempre ben calibrati, facendo emergere una qualità musicale non indifferente.
     
    Il giudizio è molto positivo, meritano senz'altro molti ascolti, almeno molti di più di quelli che tutt'ora ottengono; positivo è anche il giudizio sul lato puramente visivo: ottimo il sito internet, ottimo il contatto con i fan nella pagina facebook, ottima la scelta della copertina del cd. Spero continuino così questi ragazzi.
     
  • The Mugshots are a band who don’t sound like your typical horror-themed band. I guess, technically, they’re not. They’re more a band who play rock and roll with a dark twist. The classic rock influence is so heavy on this album, I have no doubt you could convince any number of people that this is a remastered reissue of a “forgotten” album.
     
    The Mugshots did something with this EP that so many other bands today don’t do. They put the time and effort (and, likely, money) into hooking up with a producer who knows what he’s doing and recorded at a real studio. Most bands figure, “hey, I’ve got some recording gear. Let’s just do this ourselves.” A big percentage of these bands don’t know the first thing about how to make it not sound like a crappy, local band’s recording.
     
    The band enlisted Dick Wagner as producer. Wagner has contributed to songs with the likes of Kiss, Hall and Oates, Peter Gabriel and more. He’s most known for playing guitar with Lou Reed and Alice Cooper in the 70′s. This partnership is fitting because The Mugshots actually sound heavily influenced by 70′s Alice Cooper.
     
    When most people think of classic rock, they’re not thinking dark and brooding. These guys could easily fit in on a soundtrack to a horror movie, though. The subject matter is dark and extremely reminiscent of those end credits pieces or the song someone’s listening to on the radio that actually has a theme that fits with the movie.
     
    “Curse the Moon” is the first song on the EP. It has a nice piano intro. This is followed by a cool classic rock guitar solo over the top. The whole feel is very Alice Cooper. When the chorus comes in, it has a very Queen-like chord progression. Everything comes together and blends very well on this song. This is easily my favorite song on the album, as I could probably listen to it over and over.
     
    “Nothing at All” is almost a Jethro Tull-meets-Meatloaf type composition with the guys from Queen helping out with the chorus’ back-up vocals. The production is great and the song feels like it could have been a huge hit in the 70′s. This could give anything Tull or Meatloaf did in the era a run for their money. It doesn’t catch my ear, personally, but it’s a well put together song.
     
    “Under My Skin” immediately feels like more Alice Cooper tribute material. It’s got a dark progression and a steady, pounding bassline. Lyrically, it seems like something Cooper would have written, as well. The turnaround in the guitar riff has a cool doomy-feel that hooks you. The only problem with this song is that it never really takes off. It feels as if it builds and builds, getting ready to explode into huge finale. However, it never hits that climax, therefore, leaving it a little flat. But don’t get me wrong, it’s not bad, it’s definitely one of the better songs on the EP and keeps you waiting to hear what’s next.
     
    “Free (As I Am)” is, lyrically, dark and brooding. It feels very stalker-esque. The music, again, brings a heavy 70′s Alice Cooper vibe. It just happens to be one of those more forgettable, deep tracks in a Cooper album that it reminds me of. The song never really catches me. The bridge section is reminiscent of the “No More Mister Nice Guy” bridge where he’s talking about a dog biting him on a leg today. The “free as I am” repeated section feels very much like a war protest song and sort of keeps the song from feeling like part of the rest of the album.
     
    “Pass the Gun Around” immediately reminds me of David Bowie’s “Space Oddity”. I can almost hear the phrase “Ground Control to Major Tom” in the opening. It’s got a desolate, lost in space feel. I hear a ton of Queen influence, again, with the backup vocals. The super digital delayed guitar solo is a nice touch. It’s really helps bring the song together.
     
    Overall, this is a good, well-rounded album. It’s not something the typical,”horror music” fan might appreciate. However, fans of that early Alice Cooper-era stuff… the deep cuts, they should definitely give The Mugshots a chance. It’s most-likely right up their alley.
     
     
  • I would argue that some of Alice Cooper’s music leaned towards progressive rock. I’d also argue that this outfit are prog rock. Why did I mention Alice Cooper? Because these guys are clearly influenced by Cooper. They even cover a lesser known Cooper song as the closing cut here. You can’t really deny the progressive rock elements at work here, though. The opening tune, in particular is quite proggy. There are other moments where this feels like a cross between Cooper and Fish era Marillion.
     
    Nothing At All
     
    Melodic progressive rock leads out here and a fusion-like guitar soars over the top. As the vocals join, they feel a bit psychedelic in nature. This gets pretty intense as it carries forward. It’s quite a cool modern melodic prog piece with plenty of influences from old school progressive rock. The piano solo section is quite a nice touch. As the vocals join from there I’m reminded quite a bit of Fish era Marillion. The piece grows out from there into a harder rocking jam that’s still quite melodic.
     
    Under My Skin
     
    Imagine a melding of Marillion with Welcome to My Nightmare era Alice Cooper. It’s likely to sound a lot like this.
     
    Curse the Moon
     
    Somehow I can still make out hints of Alice Cooper on this one, too. That said, this rocker is pure progressive rock, but with a lot of killer guitar. It’s got a pretty accessible vocal hook and many layers of guitar. The sound of this band is unique and great. This piece is just one example of that. There is a cool piano driven movement later in the tune, too.
     
    Free (As I Am)
     
    They open this with a pretty straightforward hard rocking jam. After a while, though, it shifts towards something like a proggy Who. The later sections include a very accessible vocal hook. They even drop it to just vocals for a time. Somehow I can even make out a little Tom Petty on this thing.
     
    Pass the Gun Around
     
    I’ve always liked the original version of this. It always has had a little bit of a prog edge to my ears. This one is pretty true to that version, but the progressive rock vibe is more prominent. There’s an instrumental section that really brings that home, too.
     
     
  • The cd title and the cd case let us think about a dingy road movie by Quentin Tarantino with the music of Alice Cooper as the soundtrack. With the latter you're not far from the truth because this Italian band approaches, on the EP "Love, Lust and Revenge", our favourite spook damn close.
     
    Not only because they cover an Alice Cooper song but mainly because they have hired Cooper's producer, Dick Wagner, who is also writing a tune. This is not so much the bombastic, it's rather the more song-oriented Alice Cooper and they deliver five beautiful songs.
     
    No, it's not Prog but it's good music, for late at night if you, Alice, no longer dare to stay up but yet you do not want to go to sleep.
     
    () BEGINNING 2014 - translated from dutch
  • Cinque brani che fanno parte della colonna sonora del thriller “Reversed”, firmato da Vince D’Amato e pubblicato da Brivido Giallo/Creepy Six Films, caratterizzati da un rock dalle fosche tinte obscure e dalle (ovvie, considerato l’utilizzo) ambientazioni cinematografiche, ove traspare pure una certa inclinazione per le proposte di Genesis ed altri felici interpreti della stagione d’oro del rock progressivo Inglese, ma riadattate con cura e personalità, ecco quanto proposto da The Mugshots in Love, lust and revenge. Un lavoro ove il processo di produzione e di perfezionamento dei suoni è stato affidato a mani peritissime (Dick Wagner già chitarrista di Alice Cooper e collaboratore di Kiss e Meat Loaf, Otto D’Agnolo per quanto riguarda il mixing, Gil Markle per il mastering) ed è stato svolto in studi qualificati tanto che è limitante attribuire al disco la patente di semplice produzione nazionale. “Nothing at all”, “Under my skin”, “Curse the moon”, “Free” e Pass the gun around” sono legati fra di loro da un filo rosso sangue che non va spezzato per non compometterne la piena assimilazione, in fatti Love, lust and revenge va ascoltato con la giusta concentrazione, meglio se in cuffia e colla mente sgombra d’ogni quotidiano cruccio. Impongono la giusta preparazione, perchè trattasi di un percorso che evocherà immagini spettrali, ingenererà stati d’ansia, d’attesa d’un evento inevitabile quanto esiziale, turberà colla sua carica morbosa; eppur la descrizione assume toni pacati, mai superando i musici i limiti d’un rock quasi cameristico seppur espresso con strumenti tradizionali. Un disco che si colloca, pur nella sua brevità, ai vertici dell’annuale messe di opere, che va isolato dal resto, perchè c’è troppa muffa che incrosta i marmi e quindi rischia di ricoprire colla sua patina di mediocrità anche chi merita ban altra attenzione, e che sopra tutto rifiuta frettolose classificazioni, tangendo generi diversi e reinterpretando regole adattandole al fine che vuole conseguire. Peccato sarebbe abbandonarlo tra le nebbie, ma forse di questo i suoi Autori non si assillano, perchè il plauso di pochi vale molto di più di quello delle ebeti masse.
     
     
  • The Mugshots are a quintet now living in Italy but actually born in New York back in 2001. It's the singer, Mickey E.Vil, who found the name from an Alice Cooper's title, an artist he's fond of - despite these italians deal more with Melodic Hard Rock. They have released two albums so far, along with a bunch of EP's. In 2012 they teamed up with Dick Wagner, guitar player and producer.
    The cover recalls the deep interest of the band for horror movies: it portraits Suzi Lorraine, a queen of the genre, posing lascivioulsy. Be also aware that the album's music is part of the soundtrack of Vince D'Amato's latest movie "Reversed", a canadian production.
     
    The atmospheres created throughout this EP suggest an interesting career to come, they keep curiosity awake. A special mention for the singer's talent, whose voice is confident and solid, a little bit close to the kind of Bahaus's Peter Murphy. The compositions are embellished by a piano, often melancholic, sustained by sinuous electric guitar parts often aware of the riff's meaning, it's energic and the choirs are definitely beautiful.
     
    "Nothing At All" and "Under My Skin" are more axe-guitar oriented - always led divinely by the singer - the arrangements sound gothic, we hear a real work, real energy, yet "Curse The Moon" brings us to the highlight of the gracious melancholia of the piano, still the guitars are well present - the whole thing really convincing and above all original. Then comes the best one, "Free (As I Am)", released as a single supported by Dick Wagner's guitars - the old veteran really adds some salt with riffs which smell like the Seventies - plus a Hammond organ humming in the corner.
     
    This "meeting" is quite incredible and works perfectly, there is a sulforous smell of Lou Reed's live stuff, the guitar shows itself in a decisely imperial manner as Dick Wagner brings our young wolves on the scene. Dick was in Frost when they had a hit with "R&R Music", he was with Alice Cooper and played on the amazing "Berlin" by Lou Reed plus the two live albums, alogn with Steve Hunter.
     
    This excellent EP ends with a ballad where the voice is sailing with happiness, with Dick still present. An album which would not let us expect that we would have witnessed a sacred revelation.
     
     
  • The Mugshots are an Italian rock group who state that their influences are primarily Alice Cooper, along with The Stranglers and The Misfits. The quintet from Brescia have already released two albums and several EPs, which is presumably one of the reasons why they were to attract Dick Wagner to be involved as producer. He has certainly assisted with getting a very authentic Alice feel to the band, although this is the side of Alice that is all about controlled melody and hooks as opposed to bombast. What many people still fail to appreciate with Alice Cooper is that over the years the band/singer have produced some stunning albums full of incredible songs. I have never seen Alice in concert, but I have plenty of his albums as I enjoy the music so much. It is this element that Dick has really brought to the fore, with the drums and guitar sound on “Curse The Moon” in particular sounding as if it is straight from ‘Billion Dollar Babies’.
     
    But, these guys are doing much more than just a straight Alice copy and are bringing in elements that are much more progressive in certain aspects, with the result being a controlled melodic rock EP with plenty of piano and twists that is sure to interest a lot of people. It may not fit in with the style of music normally released by this label, but is a damn fine piece of work and I look forward with interest to see if the relationship with Dick will continue.
     
     
  • E’ un lavoro controverso questo “Love, Lust and Revenge”. La band ha un nome che mi fa pensare a cose goth-punk, nonostante abbia alle spalle già un discreta attività discografica fatta di due album e due EP. “Love, Lust and Revenge” possiede si qualcosa di decadente in alcune melodie, ma le sonorità sono nettamente sul rock anni ’70, tra la sua variante progressive e un cantante che potenzia questo effetto perché ricorda Peter Gabriel e quindi il tutto fa un po’ Genesis. C’è anche un lato vagamente hard rock, ma nella sua versione romantica, tipo Uriah Heep. Cosa gradevole, gli amanti ne apprezzeranno, ma è pur vero che tutto quanto ha qualcosa di nettamente derivativo. Sonorità pulite e retrò, songwriting che si rifà a modelli andati, ed ecco che i The Mugshots dichiarano questa appartenenza all’old style, ma facendolo con poche idee proprie. Ad esempio “Free (As I Am)” potrebbe sembrare uno scarto dei Free, i Genesis saltano fuori in “Under My Skin”. Queste cinque canzoni che formano l’EP sono gradevoli, senza dubbio, ma non rivelano una personalità netta per i The Mugshots italiana. Riconosco che Dick Wagner (chitarrista e collaboratore per Lou Reed, Alice Cooper e molti altri) ha svolto un lavoro eccellente nella produzione, ma è anche l’unico a rivelare un tocco particolare con la sua chitarra solista prestatasi alla band. Proprio lui che della band non ne fa parte.
     
     
  • What happens when you stick together some italian musicians with a key-guitar player of the Seventies such as Dick Wagner? Maybe that they sign an EP on which Alice Cooper and Lou Reed's right hand is emerging with great solos above a Melodic Rock context.
     
    Even though the band is asserting to be influenced by Progressive Rock, what you copiously get here is great choruses, with vocal arrangements that even remind of Gospel (or Pink Floyd) and synths, more atmospheric rather than soloist.
     
    Pleasant, obsessive, even desperate, the four original tunes can be enjoyed in a breath and their version of a Cooper song looks like a John Lennon ballad.
     
     

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