Album Reviews

  • LOVE, LUST AND REVENGE è il nuovo lavoro dei  Mugshots, band bresciana che presenta un prestigioso Mini Album di stampo rock.
    L’aggettivo “prestigioso” è legato, come si evince dalle note a seguire, alla presenza di un “grande” come Dick Wagner, ma è questo il caso in cui l’ospitata non è funzionale alla pubblicizzazione dell’album - l’obiettivo mi pare un altro - ma serve a fornire un taglio professionale che è quello che contraddistingue le produzioni d’oltreoceano: ne meglio ne peggio, ma…  disco americano.
    Amore, lussuria e vendetta sono temi cari a molti, anche se spesso ufficialmente si tende a prenderne una certa distanza, e il racconto del quotidiano attraverso il rock metallico, paradossalmente addolcisce i termini.
    Credo che parlare della musica dei Mugshots senza averli mai visti all’opera - ed è il mio caso - sia limitante, perché l’aspetto visual, quell’abbinamento rock-teatro-immagini dissacranti che abbiamo imparato a conoscere molti anni fa con Alice Cooper, viene riproposto con pennellate di originalità musicale - e ciò si può desumere dall’ascolto - ma necessita di un palco per il totale godimento e comprensione.
    Cinque i brani proposti, per poco meno di mezz’ora di musica, coinvolgente e ad alto tasso energetico: non è un caso che i pezzi facciano parte della colonna sonora di un triller, come emerge dallo scambio di battute successive.
    Ho chiesto alla band di autodefinire il genere proposto, e la sintesi che emerge è una sorta di Dark Rock, genere musicale in cui faccio fatica a inserire i brani di LOVE, LUST AND REVENGE, che sento molto più vicini, affini, ad un’epoca ancora legata alla musica progressiva, dove l’ariosità delle armonie,  il controllo del ritmo - seppure all’interno di tempi complicati - la ricerca del dettaglio effettistico, la fanno da padrone. E poi la timbrica vocale - ma questa è dotazione naturale - che riporta a modelli risplendenti negli anni ’70, che ancora oggi lasciano un segno profondo. Su questa base “vintage”, che si espande nei corpi e nelle menti di tutti quelli - anche molto giovani - che hanno avuto la possibilità di bere alla sorgente della musica di qualità, i Mugshots inseriscono il know how personale, le idee originali e … tanto rock, miscela nata con la supervisione di chi ha le carte in regola per inserire nella posizione corretta tutte le tessere del mosaico.
    E’ un album che va riascoltato alcune volte prima dell’assimilazione, e in questo senso la “nobiltà” di base a cui accennavo inizialmente può aiutare, può spingere ad osare, nel caso non si rimanesse colpiti al primo shot.
     
     
  • Che cos'è questo album? Un tuffo nel passato. Una vecchia novità. Probabilmente uno degli album più intensi in circolazione recentemente usciti.
     
    Seppur (ingiustamente) poco conosciuti, i "The Mugshots" vantano una grande esperienza e qualità musicale. Nel loro ultimo album, "LOVE, LUST AND REVENGE" troviamo 5 tracce rilasciate nel Marzo di quest'anno. Dando un'occhiata su internet, ho notato come questa band cerchi di attirare la curiosità del pubblico sui loro pezzi tramite persone famose a livello internazionale, sottolineando che queste collaborazioni hanno aiutato la band ad uno sviluppo reale della loro musica; un'ottima tecnica per attirare nuovi e curiosi fan. Devo inoltre riconoscere alla band la bellezza della copertina di questo EP; mi ha colpito molto, sia a prima vista che analizzando poi quello che effettivamente vi è scritto: l'idea di presentare il nome del gruppo, dell'album, la data di uscita, un estratto del testo di una traccia, il tutto impaginato a giornale, è davvero geniale.
     
    I Mugshots si definiscono dark-rock, anche se ascoltando queste loro 5 tracce mi sono trovato davanti ad un genere leggermente diverso da quello che mi aspettavo; sembrano infatti il risultato di una sperimentazione andata a buon fine, nella quale l'influenza di celeberrimi nomi come Alice Cooper, i Joy Division o i The Misfits hanno giocato un ruolo fondamentale. Hanno anche scritto, nella descrizione del gruppo sulla loro pagina ufficiale di Facebook, che sono influenzati dal Progressive Rock,  genere in cui li avrei inizialmente situati.
     
    Non volendo fare paragoni troppo azzardati, direi che i Mugshots mi ricordano moltissimo gli svedesi Karmakanic. Entrambi progressive rock, i due gruppi si assomigliano per l'utilizzo delle tastiere e dei bassi, fondamentali nelle canzoni che ho sentito. Inoltre, quando all'inizio ho definito l'album "un tuffo nel passato", intendevo dire che le sonorità delle loro canzoni ricorda molto i cosiddetti grandi classici della musica anni '80, le colonne portanti del rock di quegli anni. Il richiamo è molto forte, se mi avessero detto chele canzoni erano state suonate in quegli anni ci avrei creduto immediatamente.
     
    Sono felice di aver scoperto questo gruppo: apprezzo molto ogni loro canzone. Se c'è un limite tra la copia e l'ispirazione, i Mugshots l'hanno indubbiamente identificato e sono riusciti in modo magistrale a rimanere nella parte dell'ispirazione, creando una musica tutta loro ed in cui si trovano a proprio agio. Le sonorità non sono mai banali e gli accordi sempre ben calibrati, facendo emergere una qualità musicale non indifferente.
     
    Il giudizio è molto positivo, meritano senz'altro molti ascolti, almeno molti di più di quelli che tutt'ora ottengono; positivo è anche il giudizio sul lato puramente visivo: ottimo il sito internet, ottimo il contatto con i fan nella pagina facebook, ottima la scelta della copertina del cd. Spero continuino così questi ragazzi.
     
  • The Mugshots are a band who don’t sound like your typical horror-themed band. I guess, technically, they’re not. They’re more a band who play rock and roll with a dark twist. The classic rock influence is so heavy on this album, I have no doubt you could convince any number of people that this is a remastered reissue of a “forgotten” album.
     
    The Mugshots did something with this EP that so many other bands today don’t do. They put the time and effort (and, likely, money) into hooking up with a producer who knows what he’s doing and recorded at a real studio. Most bands figure, “hey, I’ve got some recording gear. Let’s just do this ourselves.” A big percentage of these bands don’t know the first thing about how to make it not sound like a crappy, local band’s recording.
     
    The band enlisted Dick Wagner as producer. Wagner has contributed to songs with the likes of Kiss, Hall and Oates, Peter Gabriel and more. He’s most known for playing guitar with Lou Reed and Alice Cooper in the 70′s. This partnership is fitting because The Mugshots actually sound heavily influenced by 70′s Alice Cooper.
     
    When most people think of classic rock, they’re not thinking dark and brooding. These guys could easily fit in on a soundtrack to a horror movie, though. The subject matter is dark and extremely reminiscent of those end credits pieces or the song someone’s listening to on the radio that actually has a theme that fits with the movie.
     
    “Curse the Moon” is the first song on the EP. It has a nice piano intro. This is followed by a cool classic rock guitar solo over the top. The whole feel is very Alice Cooper. When the chorus comes in, it has a very Queen-like chord progression. Everything comes together and blends very well on this song. This is easily my favorite song on the album, as I could probably listen to it over and over.
     
    “Nothing at All” is almost a Jethro Tull-meets-Meatloaf type composition with the guys from Queen helping out with the chorus’ back-up vocals. The production is great and the song feels like it could have been a huge hit in the 70′s. This could give anything Tull or Meatloaf did in the era a run for their money. It doesn’t catch my ear, personally, but it’s a well put together song.
     
    “Under My Skin” immediately feels like more Alice Cooper tribute material. It’s got a dark progression and a steady, pounding bassline. Lyrically, it seems like something Cooper would have written, as well. The turnaround in the guitar riff has a cool doomy-feel that hooks you. The only problem with this song is that it never really takes off. It feels as if it builds and builds, getting ready to explode into huge finale. However, it never hits that climax, therefore, leaving it a little flat. But don’t get me wrong, it’s not bad, it’s definitely one of the better songs on the EP and keeps you waiting to hear what’s next.
     
    “Free (As I Am)” is, lyrically, dark and brooding. It feels very stalker-esque. The music, again, brings a heavy 70′s Alice Cooper vibe. It just happens to be one of those more forgettable, deep tracks in a Cooper album that it reminds me of. The song never really catches me. The bridge section is reminiscent of the “No More Mister Nice Guy” bridge where he’s talking about a dog biting him on a leg today. The “free as I am” repeated section feels very much like a war protest song and sort of keeps the song from feeling like part of the rest of the album.
     
    “Pass the Gun Around” immediately reminds me of David Bowie’s “Space Oddity”. I can almost hear the phrase “Ground Control to Major Tom” in the opening. It’s got a desolate, lost in space feel. I hear a ton of Queen influence, again, with the backup vocals. The super digital delayed guitar solo is a nice touch. It’s really helps bring the song together.
     
    Overall, this is a good, well-rounded album. It’s not something the typical,”horror music” fan might appreciate. However, fans of that early Alice Cooper-era stuff… the deep cuts, they should definitely give The Mugshots a chance. It’s most-likely right up their alley.
     
     
  • Malgrado i nomi fittizi con i quali si presentano nelle note del libretto di questo EP, i cinque Mughshots sono italianissimi e fra album ed EP con “Love, lust and revenge” giungono alla quinta pubblicazione in pochi anni. Quest’ultima fatica si segnala per la collaborazione con Dick Wagner, musicista e produttore, noto per i suoi trascorsi (tra gli altri) con Lou Reed, Alice Cooper e Peter Gabriel.
    Piuttosto inquietante il retro copertina con i cinque musicisti che fanno fede al nome della band (che significa “foto segnaletiche”) presentandosi tumefatti e “sfatti”, un po’ ricordando un “Rocky Horror Picture Show” o anche qualche film horror di serie B. E veniamo alla musica…
    Un paio di domande sono subito da porsi. Si tratta di un album “prog”? Cosa possiamo catalogare come “prog”? Lasciando ad ognuno l’onere della risposta, “Love, lust and revenge” è comunque un album piacevole e divertente all’ascolto. Lontano da barocchismi estetizzanti, lontano dal romanticismo genesisiano, distante dalla frangia più heavy del rock, estraneo alle angosce esistenziali vandergraffiane… Non c’è traccia di suite o di brani troppo articolati, eppure l’album ci cattura sempre più ad ogni ascolto e ci ritroviamo a canticchiare questo o quel ritornello sempre più di frequente.
    Cinque sono i brani proposti (tra i quali una cover di Alice Cooper), granitici ma anche melodici, sferzanti ma anche delicati in alcuni passaggi. Una leggera patina di mistero e di decadentismo dark pervade le composizioni, ma considerateli dei semplici “input” per inquadrare un poco le varie tracce.
    La più “canonicamente” prog è forse “Curse the moon” con una delicata introduzione di tastiere seguita da una bella frase di chitarra elettrica che anticipa colpi secchi di batteria e poi l’ottimo canto di Mickey E. Vil. Notevole il finale con tastiere a sfumare. Certo poi ci sono brani come “Free (As I am)“ che, seppur validi, rimandano a Lou Reed piuttosto che al prog, ma il risultato è comunque degno di nota. “Love, lust and revenge” probabilmente potrà generare qualche pregiudizio fra gli ascoltatori, per la non facile collocazione alla voce “genere”: prog o non prog questo è il dilemma…
    Facendo mia la storica scelta di Ponzio Pilato, me ne lavo le mani e lascio scegliere l’ascoltatore, aggiungendo solo che il CD è ben fatto ed interessante. E tanto basta. Almeno a me.
     
     
     
  • The Mugshots è il nome di un quintetto bresciano attivo dal 2001 che, dopo due full lenght albums, presenta l’EP “Love, Lust And Revenge”. Quello che propongono, è da loro definito “elitarian undead rock”. Non chiedetemi il perché e il percome, io vi posso dire che la loro proposta mi sembra una via di mezzo tra Alice Cooper e le canzoni più tendenti al blues degli Aerosmith prima maniera, caratterizzate da un cantato che, se da un lato ricorda Alice Cooper, in alcuni punti qua e là ricorda, magari involontariamente, Mark Knopfler (sottolineo in alcuni punti qua e là, prima che mi diate del pazzo visionario.. anzi, è una caratteristica interessante secondo me). Questo lavoro, costituito sostanzialmente da cinque ballads, tra cui si segnalano “Curse The Moon” e “Pass The Gun Around”, è il risultato della collaborazione con Dick Wagner, storico chitarrista di Alice Cooper e collaboratore di, tra gli altri, Lou Reed ed Aerosmith (dicevamo dello stile?), e che in questo caso ha svolto il ruolo di arrangiatore, co-compositore e autore delle parti di chitarra solista. 
    i Mugshots, inoltre vantano il primato di essere la prima band europea ad essere prodotta da Dick Wagner, affiancato dal produttore associato Susan Michelson, ex-corista di Michael Jackson e l’opera è stata mixata nei prestigiosi Chaton Studios di Phoenix, Arizona, dal pluripremiato Otto D’Agnolo (Platinum Award Winning Producer & Engineer). Il mastering è stato curato dal dr. Gil Markle in Massachusetts, già collaboratore di Stevie Wonder, Aerosmith e Rolling Stones tra gli altri.
    Ne è scaturita una produzione di qualità indubbiamente alta (e vorrei anche vedere) che però, sulla (seppur breve) distanza, tende ad essere complessivamente, se non sonnolenta, un pelino “annoievole” (mi si perdonerà la genesi ad hoc del termine). Di certo, adattissima per un film dalle trame “dark”.. i brani di "Love, Lust And Revenge", infatti, sono presenti nella colonna sonora del thriller "Reversed" del regista canadese Vince D'Amato. Infine, la modella che figura sulla copertina del disco è l'americana Suzi Lorraine, attrice in produzioni horror internazionali e modella per l'originale guanto di "A Nightmare On Elm Street". Che dire, un disco che può piacere e che, se non altro, merita di essere ascoltato per tutto quello che c’è dietro alla sua produzione. In fin dei conti, non capita spesso che una band italiana venga prodotta negli States da personalità di tale calibro. Onore al merito.
     
     
  • I Mugshots sono una band bresciana nata nel 2001 dalla pazza idea di Mickey Evil e che in questi anni hanno collezionato due LP e due EP. Sulle pagine di Heavy Metal Webzine è il momento di parlare di “Love, Lust And Revenge”, ultimo EP della band targato 2013.
    Musicalmente i Mugshots sono molto particolari: il trucco del cantante Mickey Evil richiama le tradizioni voodoo, l’impostazione musicale è oscura come il maestro Alice Cooper. L’amore per il grande musicista americano è certificato dall’ottima cover di “Pass The Gun Around”, che si trova in fondo all’EP.
    Ma la bontà del combo bresciano non si ferma certo al tributo ai maestri: grazie all’apporto in fase di produzione di Dick Wagner (storico chitarrista di Lou Reed, Alice Cooper e collaboratore di Peter Gabriel, Kiss, Aerosmith e numerosi altri) possiamo gioire nell’ascoltare un disco professionale sotto tutti gli aspetti. Tutte le fasi infatti sono curate in modo ottimo e questa filiera di professionalità si riversa come un fiume di energia sul risultato finale.
    “Love, Lust And Revenge” è un signor Ep: scritto in modo egregio, suonato in maniera emozionante e convincente, si regge su un quartetto di song che dimostrano senza ombra di dubbio che questi ragazzi hanno grandi potenzialità.
    Apprezzo in particolare la sulfurea e notturna “Curse The Moon”, song che ti porta nel bel mezzo di una notte in cui il confine fra spiritismo e realtà si fa evanescente, facendo affiorare gli istinti più animali e antichi dell’uomo. Adoro anche la ritmata e pulsante “Free (As I Am)”, in cui il fantastico sound della chitarra di Dick Wagner ci porta verso una parte finale da cantare a squarciagola.
    In definitiva i Mugshots hanno assestato un gran bel colpo: ora aspetto con ansia il loro nuovo LP per capire se l’ottima strada intrapresa con questo prodotto sarà seguita ancora e in che modo Mickey e soci ci stupiranno sulla lunga distanza…
     
     
  • E piena luce sia sul nuovo lavoro della dark rock band dei The Mugshots, quintetto con radici Made In Italy (datate 2001), che può vantare un più che rispettabile curriculum in note con i due full-lenght “House Of The Weirdos” e “Weird Theater”, senza dimenticare i due Ep “Doctor Is Out” e quello in edizione limitata “In Disguise”. Nel 2012 la band da vita alla lusinghiera collaborazione col celeberrimo Dick Wagner, epico chitarrista di Lou Reed e collaboratore con altri eccelsi artisti tra i quali Peter Gabriel, Ray Manzarek, Meat Loaf nonché di super band come Aerosmith e Kiss.
     
    Nascono così le cinque tracce del terzo Ep “Love, Lust And Revenge” prodotte dallo stesso Wagner, che si presta altresì a un gradito duetto vocale nel caldeggiante singolo “Free (As I Am)”; nella circostanza è doveroso sottolineare le piacevoli tinte Alice Cooper del frontman Mickey Evil.
     
    Un tris piano-chitarra-basso da il via all'atmosferica opener “Nothing At All”, una ballad che ci riporta alle sonorità di fine anni '70 come nella successiva “Under My Skin”, dove a sorprendere è il richiamo al grande Duca Bianco dell'epoca. Di nuovo il piano a fare da apripista alla cupa quanto interessante “Curse The Moon”, mentre la conclusiva “Pass The Gun Around” è suggellata sia da un refrain reso magico dagli echi Electric Light Orchestra, sia da un solo a dir poco suggestivo a completare un lavoro dalle onde si prettamante darkeggianti, ma che allo stesso tempo accende il desiderio di cavalcarle in tutta la loro musicalità. 
    L'Ep è stato mixato dal più volte premiato Otto D'Agnolo negli Chaton Studios di Phoenix (Neil Diamond, Red Hot Chili Peppers, Soulfly, Kenny Rogers), mentre il mastering è stato curato da Gil Markle in Massachusets già collaboratore, tra gli altri, di Stevie Wonder, Rolling Stones e degli Aerosmith menzionati in precedenza.
     
    In conclusione due allettanti quanto avvincenti curiosità: la signorina raffigurata nella copertina del disco è l'americana Suzi Lorraine, attrice in produzioni horror di livello internazionale e modella anche per l'originalissimo guanto di “A Nightmare On Elm Street”; l'altra è che le tracce di “Love, Lust And Revenge” sono presenti nella colonna sonora del thriller “Reversed” del regista canadese Vince D'Amato.
     
     
  • "Love, Lust And Revenge" non è la solita recensione che siete abituati a leggere sulla nostra rivista. I Mugshots, tra i gruppi Punk/Wave più originali della nostra penisola, tant'è che si sono guadagnati la simpatia di personaggi come Hugh Corwell, TV Smith e Captain Sensible, cambiano per un attimo registro e con la complicità del chitarrista Dick Wagner vanno alla ricerca delle origini del suono oscuro/horror prima che questo conoscesse etichette come "horror-punk", "gothic", "batcave". Dick Wagner, lo storico chitarrista dei primi album del maestro dell'horror Alice Cooper, prende dunque sotto braccio Mickey E.Vil, Erik Stayn, EyeVan, MacFly e Gyorg II e mostra loro la via. Ne esce un cd costituito da cinque canzoni (tra le quali una cover di Cooper) dove i Mugshots esplorano, affascinati, quegli anni fatti di assoli di chitarra, ballate sensuali e diaboliche, urletti languidi, tastiere avvolgenti, "simpatie per il diavolo". "Curse The Moon" è forse il brano che esprime maggiormente questa voglia dei Mugshots di scoprire le radici del rock macabro; riferimenti chiari a Cooper e all'Ozzy di "Mr. Crowley" per un pezzo struggente e magico. Di ritorno da questo viaggio nel tempo insieme al magus Dick Wagner, i Mugshots promettono di tornare alla "normalità". Qualcosa però sarà diverso ora che hanno carpito i segreti delle cripte rock degli anni Settanta.
     
     
  • Rispetto al recente passato, il bizzarro dark rock (da intendersi più secondo un'accezione estetica che strettamente musicale) dei The Mugshots ha ulteriormente accentuato il proprio legame con la tradizione degli anni '70: nelle atmosfere soffuse di "Love, Lust And Revenge" ricorre infatti il gusto per arrangiamenti minimali ma efficaci, ed ampio spazio è lasciato ad una vena decadente ed introspettiva che poco ha a che spartire con gli eccessi tipici dei tempi in cui viviamo.

    Basta ascoltare "Curse The Moon", dall'impostazione nostalgicamente retrò, per avere un quadro riassuntivo di quanto il quintetto intenda rievocare: siamo infatti al cospetto di un romantico lamento che riecheggia di suggestioni perdute e rivitalizza il gusto per le provocazioni glam alla maniera del primo Alice Cooper.

    Non sono da meno "Free (As I Am" e "Under My Skin", mentre l'agrodolce "Pass The Gun Around" ha il compito di chiudere il sipario su di un lavoro breve (al di là dei brani citati, dalla lista manca solo "Nothing At All") ma particolarmente efficace nel tratteggiare i confini del nuovo corso, più sobrio e concreto, targato The Mugshots.

  • L’America ha portato fortuna ai nostrani The Mugshots, formatisi nel 2001 a New York City e giunti, dopo cambi di line-up e pubblicazioni di svariato materiale, all’incontro con Dick Wagner, produttore e musicista statunitense noto per aver lavorato con alcuni grandi del rock come Alice Cooper, Lou Reed, i Kiss e molti altri. Un colpo grosso, oltre ad assegnare al quintetto bresciano il primato di essere la prima band europea prodotta da Wagner.
     
    Durante lo scorso anno, i Mugshots e il produttore si sono concentrati sul nuovo lavoro, l’EP “Love, Lust And Revenge”, mixato ai prestigiosi Chaton Studios di Phoenix (Arizona) da Otto D’Agnolo (Neil Diamond, Red Hot Chili Peppers, Soulfly, Kenny Rogers e molti altri) e pubblicato il 29 Marzo scorso tramite la genovese Black Widow Records. Da ricordare è anche il lavoro di mastering, svolto in Massachusetts da Gil Markle, collaboratore di star quali Stewie Wonder, Aerosmith e Rolling Stones.
     
    Caratteristica dei Mugshots è da sempre l’incentrare i propri testi su crimini e storie a tinte noir (il nome stesso del gruppo, in inglese, significa “foto segnaletiche”) e queste nuove tracce non fanno eccezione in questo senso; il sound dark-rock delle produzioni precedenti ritorna arricchito dalle atmosfere 70s, in echi quasi floydiani (“Nothing At All”) o dal tono più simile al rock-folk americano, fatto di chitarre acustiche e melodie semplici ma ben costruite. La melodia malinconica del piano introduce “Curse The Moon”, nella quale ritornano le atmosfere cupe che avevano aperto il disco. “Free (As I Am)”, primo singolo estratto dall’EP, vede la partecipazione musicale di Dick Wagner in un brano che rievoca il David Bowie degli anni ’70, nella struttura del brano e anche nelle vocals. La conclusiva “Pass The Gun Around”, con il suo ritornello orecchiabile e le interessanti melodie evocative create dalla chitarra elettrica – la vera protagonista del brano – chiude un lavoro intenso e promettente, seppur di breve durata; l’ennesima dimostrazione che la scena musicale del nostro Paese non è per niente morta come spesso si pensa, anzi. Bisogna solo scavare un po’ sotto la superficie…
     
     
  • I The Mugshots, combo nostrano con alle spalle ben due full length, rappresentano una realtà alquanto bizzarra; per quanto ai più possano sembrare degli sconosciuti, essi rappresentano nel loro piccolo una realtà assai interessante ed affascinante. Ciò che è stato in grado di dare una spinta verso l'alto al quintetto è stato nel 2012 l'inizio della collaborazione con nientepocodimeno che Dick Wagner, famoso chitarrista di Lou Reed ed ospite per vari progetti di Kiss, Aerosmith e Meat Loaf. Dopo un anno di lavoro la band rilascia nel 2013 questo Love, Lust and Revenge, che nonostante alcune scelte discutibili riesce nel farsi apprezzare.
     
    Il disco si compone di cinque brani, non molto diversi tra loro, che si orientano più verso un progressive rock settantiano ricordante i Jethro Tull piuttosto che verso il post punk proposto nei precedenti lavori. Nothing At All, prima (e migliore) canzone del plot, è aperta da dolci note di pianoforte, contornate dai suoni di chitarra e basso che presto prendono il sopravvento assieme alla bella voce di Mickey Evil, il tutto condito con un testo molto cupo (caratteristica ricorrente nei The Mugshots), a dispetto della atmosfera "amichevole" del brano. Under My Skin è molto simile alla precedente, se non fosse che qui le somiglianze con il David Bowie dei tempi sono talmente evidenti da parere esagerate. Curse The Moon è un'altro episodio molto interessante, sostenuto da un malinconico Erik Stayn alle tastiere e dal solito giro di chitarra azzeccato; davvero buona la prova di Mickey Evil, che possiede una voce assai piacevole. In Free (As I Am) compare Dick Wagner come ospite alla chitarra, e di nuovo si possono sentire i grandissimi richiami al Bowie settantiano. Chiude il tutto Pass The Gun Around, canzone molto carina ed orecchiabile, con un Macfly protagonista alle sei corde capace di dare una spinta in più al resto del gruppo. Ottima tra l'altro la produzione, cristallina,
     
    Un disco di classe non c'è che dire, caratterizzato da moltissime influenze, forse troppe; il rischio di cadere nel "già sentito" è ora più che mai un problema per gruppi come i The Mugshots, ma non sarebbe giusto dargliene colpa. Tutto il meglio è già stato scritto, quindi ispirarsi ai migliori appare come più che lecito; soprattutto se come i nostri hanno fatto si va poi ad amalgamare queste influenze con altre sonorità (in questo caso trattasi di goth rock e post punk).
    Un lavoro davvero molto piacevole, consigliato a tutti.
  • The songs from this minialbum can be found on "Reversed" directed by canadian Vince D'Amato, but even more interesting is the fact that The Mugshots here worked with guitar player and arranger Dick Wagner, known for his theatrical work with Alice Cooper. And you can hear it in every pore of this material.
     
    Wagner's sense for macabre drama and symphonic strong and lound crescendos unite forces with The Mugshots' dark, melodic Rock in an appealing way. Unfortunately, the newer songs are far better composed and arranged than the classic "Under My Skin" and "Pass The Gun Around" - the latter coming from possibly the less known Alice Cooper's recording - at least the famous Cooper/Wagner duo is here pleasantly represented.
     
    A collaboration I wish could be resumed.
     
     
  • THE MUGSHOTS is an Italian group, formed in 2001 in New York by Mickey E-VIL, strongly inspired by the work of the old Alice Cooper. Yet, it it only in 2005 that the first LP sees the light of day ( 'House Of The Weirdos' ),followed by 'Weird Theater' (2007), and then by two EP: 'Doctor Is Out' in 2009 (sic!) and 'In Disguise"', edited in limited... release in 2010. The concept of these different albums is based on stories of crime, the look is close to that of horror movies: just take a small tour on their site to be persuaded.
     
    The release of 'Lost, Lust And Revenge', new EP of 5 titles lasting less than 28 min, does not derogate from the rule: the packaging, very successful in sticking in the mind, reveales a pouch representing the newspaper headline about a crime scene ... they are not called MUGSHOTS by chance (the mug shots being the photos of identity used by the police, or the people photographed holding a signboard with a number ... if you know what I mean). Musically, the group has engaged the services of Dick WAGNER, the shows producer of 'prima donnas' such as Lou Reed, KISS, Peter Gabriel, Aerosmith or Alice Cooper, who beyond the work of arrangements on 'Lost, Lust And Revenge', is going to hold the lead guitar. The result is unstoppable: brilliant production, perfect sound quality showing a balanced recording, clean - in short, very 'professional' - throughout this mini album the first notes of 'Nothing At All', tell us that we are leaving for a new and exciting journey into the world of progressive: a sweet piano introduction, a few notes of lunar guitar, a voice that is strangely reminiscent of that of Simone ROSSETTI (therefore, by ricochet to Peter Gabriel - even if the stamp is closest to that of the transalpine singer). In short, all the ingredients are gathered together to propose to the listener an exercise worthy of those of their fellow Italians of THE WATCH.
     
    This is confirmed by the excellent 'Under My Skin' and its first notes in the legacy of 'The Bogus man' of ROXY MUSIC - back then at the top of their art, with the live album 'Viva! Roxy Music'. But nevertheless a title more in the legacy of Phil Collins's Genesis, enclosed in a structure 'verse-chorus' - necessarily less prog - but damn efficient! 'Curse The Moon' comes as a breathing quiet - too quiet for a mini album? - It passes through a 'romantic' guitar letting us even think about a Gary Moore of quiet moments ... in short, a little 'marshmallow' to my taste ... On the other hand, we leave the world of progressive with 'Free As I am', despite a guitar intro which reminds that of Mike Rutherford on 'We Can't Dance'. But after two minutes, it switches into a rock very close to Lou Reed, then carrying obvious influences by T-Rex, and to a lesser degree, we can recognize a few plans used by their friends, THE STRANGLERS. The final is dazzling and worthy of a JOE COCKER singing at Woodstock. Very psychedelic '69 choirs give this title a diversity which in fact bring it to be the more successful tune of this mini-album. We don't leave the early 70's with the last title 'Pass The Gun Around', thanks to the intonations of a David Bowie between 'Space Oddity' and 'Ziggy Stardust'. The David GILMOUR's guitaristque take-off gradually bring us back to a more recent period.
     
    All in all, a very good surprise, which will delight fans of a music which derives from the Seventies, whether being the progressive side with the GENESIS of Peter Gabriel, or other more rock sources - with a modern touch given by the ultra-efficient production of a Dick WAGNER. And knowing the ridiculous price you see on some sites, it would be a shame to pass this EP by, considering its many influences.
     
     
  • Nuovo EP per i nostrani The Mugshots, definiti come una "dark rock band" e caratterizzati da liriche che hanno come tema principale gli omicidi. Il disco si apre con Nothing At All, una ballad che richiama le sonorità anni '70, sonorità che sono presenti anche nella successiva Under My Skin. A spezzare questa monotonia arriva la tetra Curse The Moon, sicuramente uno dei pezzi più interessanti di questo lavoro. Free (As I Am) vede la collaborazione di Dick Wagner che si cimenta in un piacevole duetto vocale con Mickey Evil, per il resto è un brano piuttosto scontato. Chiude il disco Pass The Gun Around dotata di un refrain magico e di un ottimo assolo, forse il picco più alto raggiunto dalla tracklist. 

    Per concludere, questo non è un EP particolarmente brillante che però riesce a "salvarsi" grazie a due brani di gran classe (Curse The Moon e soprattutto Pass The Gun Around). Se amate questa band o questo tipo di musica è comunque un disco che potete considerare.
     
     
  • Another European act that caught FabricationsHQ’s ear in 2013 was Italian band The Mugshots.
    On their Love, Lust and Revenge five track EP the band honed a very deliberate and distinct sound with an Alice Cooper ...Band feel and appeal – and we’re talking early era band and material; dark, sinister, theatrical but with plenty of musical interest and some simple but effective piano underpinning three of the five songs.
     
    Dick Wagner (Lou Reed, Alice Cooper) played on, arranged and produced the songs; in providing the latter service The Mugshots earned the distinction of becoming the first European band to be produced by the legendary American guitarist.
     
    ’Curse the Moon’ may well be the highlight of the four originals while ‘Free (As I Am)’ is a number that wouldn’t be out of place on early Alice Cooper Band albums.
     
    As a final tip of the top hat to Cooper there's a nice cover of the under heard/ hidden gem ‘Pass the Gun Around,’ the excellent Cooper/ Wagner penned number that closes out Cooper's 1983 album, Dada.
     
     

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