Album Reviews

  • A self-proclaimed “undead rock” band outta Italy , The Mugshots are not afraid to show their roots. They open their latest CD with a symphonic piece called “Prelude to a Full Moon Rising” which with its soaring synthesizers and pounding tympani recalls a great Italian progressive rock band of years gone by, Goblin. The Mugshots mostly play melodic hard rock songs quite different from Goblin's instrumental soundtrack work. But one of the band's strong points is that they make effective use of keyboards, not just guitars, including a very Bach-like organ that recalls early horror film music. The album's second song, “Children of the Night,” (a reference to Lugosi's Drac of course) is the perfect example of this amalgamation of rock and soundtrack: rolling arpeggios of organ, icy big power chords on Henry Lee's guitar, and a powerful drum beat that keeps the song chugging along at a quick pace. “Last Words” is another fine horror charged song employing a carnivalesque keyboard riff and vocal effects reminiscent of Ministry that evolve into squeals and howls. Mickey Evil's vocals take command of every song, moving through complex arrangements of verses, choruses, bridges, and counter melodies. While he is technically a baritone, Mickey acts out his songs as much as he sings them, alternating among howls, growls, and inflections that sometimes evoke Alice Cooper and other times Jello Biafra. Mickey also provides all the lyrics which resonate with themes of angst, existential dread, and the need for escape from humanity. His lyric for “The Foul Stench of Humans” reflects this tone well as does “Morningside Graveyard” based upon imagery from the Phantasm movies. Which is not to say there isn't humor mixed with all this. There is clearly a glee in all the horror movie evil. And then there's “Frozen Nuns (From Outer Space).” Alien invader movie? Political diatribe against the Vatican ? Too much beer for breakfast? Hard to say. But the album relies on enough solid riffs and singable choruses to make it all seem to make sense.
     
     
  • Based out of Italy, The Mugshots deliver a solid album of tightly played horror punk, drawing on all the classic influences without directly imitating any of them. There's the aggressive B-movie ebullience of The Misfits on "The Foul Stench of Humans," the slower punk rock romance of The Damned on "One Day the Dead Will Walk (The Earth)," and even a hint of the twitchy weirdness of early Sex Gang Children on "Silent Oracle." What really sets this album apart from the crowd, though, is the manic keyboard playing of Eric Stayn. Sure, death rock rock bands have been using pipe organs for that extra dose of graveyard atmosphere since 45 Grave invented the genre, but Stayn takes it to the next level. "Children of the Night" has the expected spooky carnival organs, but the rapid technical playing on "Morningside Graveyard" is almost baroque, more Bach than Batcave, and the bouncing synthesizer melody on "Last Words" is positively prog rock gone death rock, like The Cramps teaming up with Emerson, Lake and Palmer. As nauseous as that sounds, it actually works, adding an unexpected new sound to the ossified tropes of the genre. While all of The Mugshots ' work is competently put together and should please fans of The Deep Eynde or even Bella Morte's more punk-inspired work, it's that extra touch of keyboards that makes this group stand out. .
     
     
  • Tornano i Mugshots di Mickey Evil, con un full-lenght dall'estetica horror rock ; ma non lasciatevi ingannare, non ci troviamo di fronte all'ennesimo clone italiano dei Misfits , bensì al cospetto di uno dei più interessanti progetti musicali dell'ultima generazione punk nostrana. “ House Of The Weirdos” è di fatto un mix inedito di wave (il basso dice tutto), tappeti di tastiera che sconfinano nel prog (ci sono ben due tastieristi nel gruppo!), sentori punk e melodia cupa ma trascinante. La voce, curatissima e veramente interessante (probabilmente il punto di forza del progetto), ricorda da vicino la produzione dark/deathrock degli anni ottanta, e mi intriga il fatto che ci sia ancora qualcuno disposto a sperimentare una propria strada senza dare luogo a ridicoli crossover . 
    Ognuna delle nove tracce, cantate rigorosamente in inglese, risulta di per sé accattivante, con tutti i suoi riferimenti cinematografici di serie Z, e forse è esattamente questa la strada da seguire per rivitalizzare un minimo il panorama di quello che perviene in questa sede. "Poliziasettanta" mi ricorda addirittura i Goblin , non so se mi spiego. 
    Un plauso alla perizia tecnica dei nostri - evidentissima e schiacciante - e altrettanto trofeo alla creatività. Va detto anche che l'evoluzione dei Mugshots , rispetto al disco precedente, è palese e spaventosa. Il tutto poi mi giunge in un periodo in cui mi inietto new wave italica a rotta di collo... meglio di così... 
    L'ovvia conclusione è che per una volta fareste bene ad abbandonare i vostri filoni ormai stereotipati e a buttarvi nell'inconsueto, e questo è il disco giusto. 
    Provatelo e non ve ne pentirete.
  • Mi era capitato di recensire già un loro demo e mi avevano colpito. Qui fanno uscire un intero album autoprodotto e mettono un sacco di carne in più al fuoco. Horror-punk alla Damned e new wave, con qualche trovata geniale che sconfina quasi nel prog (come "Poliziasettanta", con tanto di campionamenti da celebri film del periodo) e nel metal. Il tutto vale l'ascolto, perché è davvero particolare. "Pissed in Hell", "Amateur Pictures" e "Dr. Bloodmoney", i miei pezzi preferiti.
     
  • The Mugshots. Questa mattina intensamente soleggiata lascia spazio all'immaginario horror-punk, occhiate e passi rapidi in una notte piovosa a casa di Frank n' furter. Risatine malefiche e incipit da cattedrale gotica, le influenze dei Misfits come dei Damned si mescolano a ispirazioni darkwave ("Love on red yesterdays") e slow similromantici ("The mirror"), e tutto è teatralità ed estetica. La presentazione condiziona l'ascolto, parecchio. 
    Barocchi ed eccessivi in alcuni passaggi, rilassati e schivi in altri, questo lavoro alterna validi pezzi a costruzioni forzate, con tastiere irritanti e voce alla Igor (leggasi Aigor). Me li immagino in improbabili balletti col principe Carletto, zombi, uomini lupo e lune piene, padroni della notte in abiti ammiccanti. 
    I Mugshots, pur nei limiti del genere, realizzano un lavoro dignitoso, pieno e ben suonato, notturno e surreale, da ascoltare nel mezzo del temporale mentre le porte si aprono e si chiudono senza un perché. Sarà Igor.
     
  • Dopo la piacevole scoperta dei veneti From Outer Grave (o F.O.G. ) di qualche mesetto fa, eccomi arrivare da Brescia questo cd che ridona vita alla scena horror punk più schietta e diretta. I Mugshots non sono il classico gruppo che fa il verso ai Misfits ed, anzi, ben pochi sono i punti di contatto con la band di Danzig (perchè, esistono Misfits dopo l'uscita di Danzig?...). Il punto di riferimento principale mi sembrano i Damned , grazie anche ad una vena waveggiante che si avverte su tutte le tracce. Prendete ad esempio "Love on red yesterdays", così sfacciatamente eighties , o "Le patétique", plumbea ed evocativa come dovrebbero essere le canzoni del genere. Non c'è che dire, i nostri, pur con i dovuti limiti dovuti alle inesperienze, ci sanno fare. E se i complimenti li ricevono anche da Tv Smith degli Adverts o da JJ Burnel degli Stranglers un motivo ci sarà... teneteli d'occhio, buon Cd.
     
     
  • Nella speranza di trovare una produzione importante, i Mugshots si affidano ancora alla Lombroso Releases del loro cantante Mickey Evil per l'uscita del loro primo album, "House Of The Weirdos". Ma non è questo certo un lavoro autoprodotto come se ne vedono tanti in giro, spesso registrati malamente e magari priva di qualsiasi contorno oltre alla musica. "House Of The Weirdos" esce invece in una splendida confezione in cartoncino leggera – sigillata con cera sciolta - che sa tanto di vinile, ed è registrato magistralmente (merito del Living Rhum Studio di Giovanni Bottoglia de L'invasione Degli Omini Verdi). 
    Ispirato dalla sua passione per la criminologia ed il macabro, il cantante Mickey Evil scrive canzoni che parlano di uccisioni, mostri e serial killer, anche se quest'ultimo tema – ricorrente nel precedente lavoro "Doctor Is Out "- è meno presente che in passato. Proprio rispetto a "Doctor Is Out" il gruppo sembra essersi ora svezzato definitivamente, componendo musica più personale e curata, che non sembra più una semplice imitazione di quella dei Misfits; e anche la voce di Mickey Evil non è più una mera copia di quella di Danzig, sebbene continui spesso a riprenderne l'impostazione (ma in tale genere è quasi d'obbligo). 
    Grande ruolo nella personalizzazione e nell'aumento di complessità della musica dei Mugshots l'ha sicuramente avuta l'introduzione nella formazione di un tastierista fisso, Erik Stayn, che ha consentito al gruppo di avere al proprio interno una mente completamente dedicata a tale strumento, importantissimo nella musica prodotta dal quintetto bresciano. Le tastiere, con il loro suono sinistro, sono infatti insieme alla voce di Mickey Evil la vera colonna portante della musica dei Mugshots, conferendole quei toni da brivido lungo la schiena, da casa spiritata, mentre nel contempo la sezione ritmica ne costruisce le trame cupe ed oscure. 
    I Mugshots riescono così ad includere in "House Of The Weirdos" canzoni che sono vere e proprie perle del genere, come "The Mirror", che alterna tristi e distese melodie a momenti metal alla Moonspell con tanto di doppio pedale, e "Dr. Blood Money", incalzante ed energica come poche, dotata di un ritornello killer (è proprio il caso di dirlo) ed impreziosita da ottimi arrangiamenti di tastiera nel ponte. Dall'altra parte, ci sono magari un paio di situazioni un po' insignificanti, con qualche momento strumentale dilungato eccessivamente, che comunque ha il pregio di incrementare quel senso di inquietudine che l'ascoltatore si porta dietro per tutti gli oltre 31 minuti di durata dell'album. 
    Data la carenza in Italia di etichette specializzate in musica horror, i Mugshots saranno probabilmente costretti ad emigrare per trovare una produzione, ma una cosa è certa: qui o all'estero, prima o poi, qualcuno che si accorga di loro ci sarà. Ci deve essere.
  • Don’t believe the “horrorpunk” genre label, but do believe the inferences to the Damned and Eddie Murphy film soundtracks. Heavily Euro, synth-goth, prog rock and dark wave, I can’t take another minute. Okay, I cave—I’ll believe the horror bit. I just got the creeps. And a wave of nausea.

  • ...and just one more quick note before I sign off in search of new and exciting horror adventures...I received in the mail a press kit and demo CD for a wonderful Italian rock band called The Mugshots. At first glance, I expected the music to be heavy and potentially devoid of melody. I couldn't have been more pleasantly surprised. 

    While the music has some interesting dark and brooding horror inspired moments, it also remains melodic throughout and is chock full of great hooks and choruses. And how can you go wrong with a song title like “Amateur Pictures (An Ode To Jeffrey)”. Referring of course to the cannibalistic serial killer Jeffrey Dahmer. “Your heart, your head will be the stars of my sick prèt-a-porter! And then when I'm done I'll keep you safe, in my fridge and in my brain!" - The Mugshots I have listened to the “House Of The Weirdos” CD at least 5 times in the past week, and I must put it on my list of recommendations. Why am I talking about this band, you ask? Well they are one of few new bands who successfully combine elements of horror, rock, and punk music into one scary freaky unsettling package. And yes, I mean that in a good way. If you get a chance, check out their creepy wares online, at www.mugshots.it and see what I mean. Sweet dreams...

  • The Mugshots is an Italian band that fits within the horror punk rock genre, in the vein of the Misfits to be more exact. Comparisons aside, this band does manage to find their own signature sound, with excellent melodies from keyboards/synthesizers, darkish evil voices, and an overall Satan-oriented production (I'm, of course, kidding).

    The standout tracks are "Pissed in Hell" and "The mirror", but the instrumental "Poliziasettanta" is worthy of mention with its somber yet funny feel, which captures the song's very essence. Needless to say what the subject matter of the lyrics is but then again, why not: all things hell/death/blood-related.

    Oh, and I almost forgot to mention the artwork, the bloodstained CD wrapping, a perfect package for those who fond what is morbid and malignant. Misfits, run for your money, your supremacy on hell's charts has just been compromised.

  • From the opening track to their CD House of the Weirdos , it's clear that the Mugshots' musical palette is much more varied than the usual metal bands' monochromatic thrash. This is no surprise since they actually play horror rock that hearkens back to the masters of the Seventies who relied more on their music than on their make-up. By definition, the Mugshots call this “Elitarian Undead Rock” which vocalist Mickey Evil defines as “being part of an elite of proud scumbags in love with horror/trash culture mixed with a blend of (undead) musical styles conjured from the past”! Case in point is the album's opening instrumental, “Prelude to an Infernal Descent”, which features Erik Stayn ( note: actually Mickey Evil ) playing an organ that evokes early Pink Floyd, the Doors, and, with tongue-in-cheek, Bach's Toccata in Fugue.

     This sets the tone for the whole album: spooky, instrumentally accomplished, and not at all afraid to have a sense of humor. Most of the songs which follow are high-energy, melodic pieces which rely on the Mugshots' musicality rather than a crush of metal noise. Guitarist Henry Lee and Bassist G. Guero are able to weave together 2-3 sonically distinct guitar lines in counterpoint and still the band is able to mix in keyboards, mainly with a classic Hammond sound, in arrangements reminiscent of early 70's metal bands like Deep Purple. And drummer ND keeps up a blistering beat that still has room for a variety of rolls and fills sadly missing from most metronomic metal these days. Mickey Evil provides vocals as well as most of the lyric and musical composition. His voice is a powerful baritone that is able to soar easily above the dense mix of instruments. His lyrics are less strong, relying on abstract feelings rather than concrete images. And many of the songs are padded with repeat verses that contain only slight variation. But even where the words fail to scan cleanly or rhyme perfectly, the melodies are so catchy and fresh that the songs transcend any such limitations. “Dr. Bloodmoney” is their best song in this regard with a great hook in the chorus that stays in your head for days. Other standout tracks include “Pissed in Hell”, a politically incorrect reverse-MADD ad, laughing in the face of death and divine retribution and “Amateur Pictures”, an unsavory ode to Jeffrey Dahmer with a frantic beat and irresistible hook. With several albums, EPs, and compilation appearances under their belt, this is a band to keep watching.

     

     

  • This debut album from The Mugshots breaks the mold for horror-rock, and that's not a bad thing. This quintet from dark nether-regions of Italy bring something really fresh (well, freshly dug up to keep with the motif) to the genre. There's a retro feel to their sound. A bit of punk, rock, and new wave. It doesn't take much of a stretch of the imagination to place tracks of this album to your favorite Dario Argento film - the vintage synth sounds bring Argento soundtrack mainstays Goblin to mind. There's a meter to some of the tracks, such as "Poliziasettanta" that has a thick '70s keyboard rock thing going on - feels like a good old fashioned jam session. There's also a recurring sound that reminds me a bit of The Mission UK, though with some guts behind it. (Sorry Wayne) "The Mirror" is a fine example of this - there's a distinct transition from the melodic to a hard, driving beat that is altogether satisfying. Overall, if you listen to a track or two out of context, there are definite singles that warrant airplay (as we've done) but the entirety of the album should be taken in to get the real Mugshots experience. It's well produced and well performed. We're looking forward to what they're going to bring us in the future.

  • The Mugshots : l'immaginario dark/horror si arricchisce e mai, come questa volta, vi sembrerà così piacevole. Prego riferire subito alla famiglia Addams … diverranno i loro primi fan! 
    Chi siano e da dove provengano lo lascio alla vostra immaginazione: nelle stanze gira voce che abbiano radici italiane; della loro storia sappiamo solo quanto hanno lasciato scritto nelle poche righe allegate al cd: correva l'anno 2001 quando già si parlava di un loro fantomatico mini-cd di debutto (“Doctor is out ”); cosa cantino è ancor più misterioso: una casa per tipi bizzarri come luogo per storie di criminali, serial killer e foto segnaletiche! 
    Ma una cosa è data per certa: la loro musica wave-horror-punk . Sarà l'abbondante uso di tastiere o il cantato così suggestivo ma riescono a rendere il punk così anni Ottanta. Li aspettiamo dal vivo.
  • This is some Italian horror rock band is sort of like a mix of The Damned, The Cure, Sisters of Mercy, Italian horror movie soundtrack music, Oingo Boingo, and just a little touch of modern Euro metal topped off with a vocalist who sounds like Dave Vanian crossed with Mike Patton in melodic mode. It's certainly a change of pace from another bunch of dudes with devilocks singing “whoah”. On top of scoring high in originality, The Mugshots also get good marks in songwriting. Even instrumentals like “Poliziasettanta” have good hooks. “Love on Red Yesterdays” is definitely the stand out track, but I enjoyed this disc from start to finish. It's getting pleasant unexpected surprises like this in my P.O. box now and then that makes doing Utter Trash worthwhile. Thanks for sending this, guys! You can get a copy for yourself through the band's exclusive U.S. distributor Crypt of Blood Records, and get more info (and hear some MP3s) at http://www.mugshots.it .

  • I Mugshots sono una giovane horror-punk band che assetata di sangue si affaccia sulla scena punk con un debut-album ("House Of The Weirdos") molto convincente in cui il gruppo sfruttando i classici clichet del genere non vi si appiattisce ma li rielabora in modo, se non proprio personale, quanto meno originale.
    L'album parte con un intro strumentale ("Prelude to an infernal descent") che più Misfits di cosi non si potrebbe. Se vi aspettate la classica copia dei Misfits beh vi sbagliate. Per quanto possiate trovare in blocco tutto l'immaginario horror-punk, condito forse da un'attitudine più sanguinolenta che di B-Movie anni '80, i Mugshots come referenti musicali hanno altre band, soprattutto di matrice Uk (Damned su tutti). 
    Il loro sound è a cavallo tra Devo, "Profondo Rosso", Damned e perché no, anche Carletto il principe dei mostri (cartoon fondamentale per quelli della mia generazione). Tastiere onnipresenti a creare quell'atmosfera di pathos, tensione tipica della scuola di Dario Argento e voce penetrante e ipnotica che scivola sulle note come un sanguinante pugnale: insomma 30 minuti di eccentrica inquietudine. 
    Atmosfere dark, in cui riecheggiano i primi Cure, si fondono alla migliore scuola inglese punk per un totale di 9 tracce che popoleranno la vostra mente in cui sangue, demoni e cimiteri diventeranno semplice ma inquietante realtà. 
    Sebbene l'Horror punk non sia il mio genere (o sottogenere) preferito trovo che in quest'album vi siano ottimi presupposti per una giovane band che senza dover vendere l'anima al diavolo potrà giocarsi le sue carte per un buon loculo nella scena punk.

Pagine