Album Reviews

  • Certe volte ci chiediamo il perché di certe uscite, perché ancora nel 2013 ci si ostina a pubblicare album dal sound vecchio, suonato e strasuonato, tanto che in alcuni casi le band in questione propongono non un loro prodotto, ma un disco di un altro gruppo. Questo, ahimè, è il caso dei Mugshots.
     
    Essi, formatisi nel 2001, sono statunitensi, prodotti da Dick Wagner (per chi non lo sapesse, chitarrista di Lou Reed e Alice Cooper, fra gli altri), sotto l'egida della label nostrana Alka Record, e hanno pubblicato finora due full length e due EP prima di rilasciare quest'anno il terzo extended play "Love, Lust and Revenge", accolto molto bene dalla critica.
     
    Dal nome e dalla copertina del disco potrebbero apparire come una band post-punk/gothic rock, e anche i cinque stessi ragazzi usano i termini "dark rock" ed "elitarian undead rock" per descrivere il proprio sound, ma appena comincia a girare l'album possiamo sentire un evidente progressive rock settantiano, proprio come quello di una volta. Ciò farebbe piacere se le canzoni non fossero una spudorata copia dei Genesis e se il cantante non ricordasse Peter Gabriel; ecco perché questo disco, alla fin fine, delude: non propone nulla di innovativo o quantomeno di personale, ed io stesso l'avrei scambiato per un disco dei Genesis e non di una band nostrana.
     
    Purtroppo è un dispiacere affermare ciò, ma ascoltando pezzi come "Nothing at All", "Free (As I Am)" e "Pass the Gun Around" (l'unica sufficiente, anche grazie al meraviglioso assolo, fra queste), per quanto siano coinvolgenti, si capisce come si ha davanti una mera emulazione e non un prodotto vero e proprio. La ritmica, le progressioni di accordi, le parti vocali e solistiche sono tutte rubate, non c'è praticamente una canzone che sia davvero buona. 
     
    È questa l'impressione finale, e mi chiedo come possa leggere in giro recensioni entusiastiche che parlano dei Mugshots come una delle realtà migliori del nostrano panorama musicale. Un vero peccato, perché questi cinque musicisti potrebbero davvero fare meglio di così. "Love, Lust and Revenge", in definitiva, è un semplice EP che non lascia nulla al bagaglio culturale dell'ascoltatore.
     
  • A very Dante’esque cover and the Dr Phibes style organ OF ‘Prelude to an Infernal Descent’ introduces this dark 9 track CD. The Mugshots are from Brescia in Italy but sound like a ‘Zombie Rock’ band from the USA – oh the ubiquity of the god-damn American accent. This is well packaged and well produced and the singer certainly can sing – he sounds like the guy out of SOAD, or is it Dave Vanian, or Hugh Cornwell ? Pissed in Hell is quite rocky. Love and Red Yesterdays is a little more mellow sounds like the Damned circa Grimly Fiendish / Eloise era. Whizzy keyboards on Amateur Pictures – again pretty good – ethereal keyboards support heavily reverbed vocals on The Mirror. Dr Bloodmoney is back to the rockishness of track 2, this sounds good, a little like the Epoxies’ with male vox. This is really pretty good – take a listen and look on their site - (8/10) 

  • The Mugshots are an Italian rock group claiming influences from Alice Cooper, The Stranglers or The Misfits. The group's name refers to the famous photographs of legal identity from the U.S., which says a lot about their little angelic references. This EP (5 songs) entitled "Love, Lust And Revenge" was produced and arranged by guitarist and composer Dick Wagner, mostly known for his work with Alice Cooper, Lou Reed or Kiss. The group has already announced that this collaboration will last.
     
    The quintet from Brescia has already released two albums and several EPs. Therefore, they are not beginners. They play a very clean music highlighted by an organic and clear production. The opener begins with 'Nothing At All' dominated by piano arpeggios. The drums and bass do not just mark the pace but bring their contribution to the melodic structure, decorated with choirs. The song is very reminiscent of Peter Gabriel or Fish in reference to their solo albums. The guitar is not ubiquitous, but it offers some good times through musical phrases or decisive riffs. Overall this first title is a beautiful begining. The purpose is well built and you can find great musicality along with certain variety. Despite the modesty of the production, The Mugshots manage to take the listener into different moods within the same song.
     
    'Under My Skin' has good moments but suffers from being too repetitive. The five minutes seemed endless but the idea is pretty good; the next track, 'Curse The Moon' once again carries a piano intro. But this time, the lead guitar is much more present. 'Free' As I Am 'is more energetic. Mickey E.Vil is doing better than ever to keep his name as his vocal intonation is definitely evil. The five tracks are pretty good, and even full of very good parts. The overall atmosphere is very melodic, sometimes rock, sometimes softer thanks to the role played by the piano.
     
    The Mugshots is a fictional group, as evidenced by the shaped pouch of a newspaper which shows the horror movie actress Suzi Lorraine, or the masks used on stage by Mickey E.Vil. All the above kits already have a horror movie style very depressed. It should be noted that this mini album is the original soundtrack of the horror film named Reversed, from the Canadian director Vince D'Amato.
     
     
  • Italian acts (in my opinion) have some of the strangest yet energetic takes on dark rock music.  
     
    I’ve not yet heard a Goth, Psychobilly, Industrial, or Darkwave act from Italy that doesn’t hook you early on in each album.   The Mugshots are a great sample of the estranged spirit possessing dark Italian rock.  Formed in 2001 by frontman Mickey Evil and then-bassist Matt, the band took off in Italy’s ugly and gritty punk scene. The band name oddly also resulted purely by accident as Mikey credited that he was staring at John Wayne Gacy's Mug Shot. I doubt Gacy knew how many artists he’d inspire years later.   Creating a strange atmospheric act with masks, make up, and very creepy organ music, the result was an immediate underground success. After years together and some major line up changes, the act decided in 2009 to release their remastered first debut albums that landed them major underground attention. 
     
    The two-CD set of tracks was put out on Black Blood Brigade recordings in January of 2009 comprised of the 2007 release House of Weirdos and the 2006 release Weird Theatre.  Both feature ominous orchestrated organ riffs along with eerie electronic keyboard stints.  The Vocals are indeed creepy croons that give gooseflesh across your arms.  Not quite Horror Punk, nor quite really Goth, and not enough campy fun to make it Psychobilly, the act describes themselves as Elitarian Undead Rock. I would say regardless of Genre the sound is brutally bombastic, rude, crass, and altogether beautiful.  Definitely worth nabbing for fans of energetic and bizarre music.
     
     
  • Il coraggio di dare alle stampe un disco che contiene la memoria storica del Rock sin dal supporto utilizzato: Il vinile.
    La caratteristica dei Mugshots consiste soprattutto nella correlazione che riescono ad innescare tra il punk suonato e la sua parte esteriore ed esteriorizzata; elemento che è stato di fondamentale importanza per l'immediata diffusione visuale, dissacrante, estrema e spettacolarizzata .
    Il gruppo attinge dagli Adicts stile "A Clockwork Orange"; dagli Adverts dei quali ripropongono "I Surrender"; dai Damned impastati di panna. Ma anche Alice Cooper e i suoi spettacoli visionari; JJ Burnel e il suo punk gotico; I Tubes nel loro show più irriverente: "What do you want from life".
    Quattro canzoni, vinile rosso, 250 copie: Che "spettacolo" per il terzo millennio.
     
     
  • Da Brescia rock-city arriva anche "In Disguise" (Gun Club Management, 2010), 10'' dei Mugshots, formazione anomala per il panorama italiano dedita ad un punk-rock granguignolesco alla Damned/Misfits/Lords Of The New Church. Il genere da noi non ha mai preso piede ma questo depone a favore dei Mugshots che, incuranti della cosa, persistono sulla strada dell'horror-punk senza fare troppi calcoli. Bello il loro disco, ma immagino che dal vivo la proposta funzioni ancora di più.
     
     
  • Avete mai sentito parlare di un gruppo italiano che, nel 2010, si è mangiato in un solo boccone tutti quei gruppettini horror-punk (permettetemi di dirlo) "sfigati" che dietro al sangue finto del loro make-up nascondono di tutto tranne che talento? Ovviamente sto parlando dei Mugshots!
     
    New-wave, punk, post-punk e (ma forse si dice solo per l'uso del contrabbasso) psychobilly: i Mugshots si muovono tra questi territori con un'audacia, una carica ed una bravura oggi molto rare. Si sono fatti le ossa aprendo per gente come Stranglers, Damned, UK Subs e Demented Are Go e adesso le spaccano agli altri a colpi di un'esplosiva miscela sonora con pochi precedenti.
     
    Dagli Stranglers hanno preso la psichedelia delle tastiere, dai Damned la fantasia di spaziare tra i generi, dagli UK Subs la rabbia incontrollata che sanno esprimere ancora meglio dal vivo, dai Demented Are Go al pura follia di volere continuare a suonare un genere che è "vecchio" di oltre 30 anni. Bravi, fantasiosi e sanguinolenti (ma non buffoni!) e carichi di adrenalina, i Mugshots ci terrorizzano con un vinile limitato a 250 copie destinato a diventare una sicura rarità/chicca per collezionisti innamorati degli zombi e della buona musica.
     
    Quattro canzoni di sana horror-punk-wave (tra cui una riuscitissima cover di "I Surrender degli Adverts), un vinile rosso come il sangue, un booklet interno con un fumetto che racconta la (horrorifica) storia della title-track: cosa chiedere di più a questa band? Se vi hanno tenuto da parte una copia del loro prezioso vinile? Spero di sì, per voi.
     
     
  • 250 copie limitate di maxi-EP in vinile rosso per gli ormai veterani The Mugshots, una delle poche band italiane che non somigliano ad altre band italiane. La musica del combo capitanato da Mickey Evil si presenta infatti come un cocktail equilibrato di science-horror fiction, new wave anni ’80, punk ’77 e melodia radiofonica. Tastiere alla Stranglers che la fanno da padrone, basso e contrabbasso, sound vicino ai Damned phantasmagorici, make up di scena e testi incentrati sulle mirabolanti e bizzarre gesta di serial killer e monomaniaci di sorta. Avete mai visto niente del genere da queste parti? Io no, per quanto possa ricordare.
     
    Una tracklist di 4 pezzi raffinati, ben congegnati e di grande impatto, che include un remake a regola d’arte del classico “I surrender” degli Adverts. Tra le chicche da segnalare, l’intera sezione artwork curata dalla pregevole matita di Enrico Zanoletti, autore anche di un mini-fumetto interno che illustra il testo della title-track. 
     
    Senza girarci troppo intorno, vi dico che questo disco è un oggetto da collezione prima ancora che un gran vinile da avere nel vostro scaffale. Non fatevi scappare una delle altre 249 copie!
  • Un 10" in vinile rosso sangue. Una copertina a fumetti con cinque creature che ci fissano con uno sguardo che è un incrocio tra gli zombi e i cattivi dei guerrieri della notte. Una gavetta con gli attrbuti aprendo per nomi come Damned d UK Subs. 

    Quattro pezzi brevi e micidiali. Un incrocio tra Horror Punk, Psychobilly e Garage Punk, il tutto senza pouserismi sonori o atti di vampirizzazione indegni. La capacità di riproporre la mitica "I Surrender" degli Adverts senza risultare ridicoli e senza sfigurare di fronte all'originale.
     Vinile ovviamente limitato a 250 copie numerate a mano con booklet intero che è un piccolo fumetto sulla title track. Una carica che sembra non avere limiti, un gusto eccellente nel remiscelare influenze e suoni risultando sempre e comunque freschi ed incisivi. Un sense of humor nero come la pece ma mai grottescamente ridicolo. Vi basta? Dico solo che se la cosa vi garba, non dovete andare a carcare all'estero. Cercate in Italia. Brescia per la precisione. E date fuoco ai dischi ridicoli di semi-horror punk che-come me- probabilmente vi siete comprati negli ultimi anni sperando di trovare qualcosa di serio. Dopo averlo fatto, mettete sul piatto questo 10", e godetevelo tutto, a palla, come è giusto che sia. Imprescindibile per gli amanti del genere.
     
  • Pur avendo aperto per gruppi come Stranglers, Damned e UK Subs, i bresciani The Mugshots c'entrano ben poco con punk, horror music e dark rock. Tuttavia, nella rete, completamente fuori luogo, abbondano con insistenza inadeguati accostamenti tra loro e i succitati generi. La circostanza, purtroppo, rischia di generare aspettative che, all'ascolto, verrebbero puntualmente tradite. Un vero peccato, posto che il prodotto discografico si palesa in termini di valida attendibilità. Più correttamente, nella musica dei The Mugshots si rinvengono tracce di certa tersa e lineare post-wave, esaltata da una sana e genuina attitudine alla teatralità estetica. A livello sonoro, I Mugshots si muovono permeati da uno spirito di prudenza sonora, attingendo un po' dagli Stranglers, dei quali evocano certa psichedelia confortante, nonché dagli Adverts, di cui propongono una interessante versione di "I Surrender". Tracce di Alice Copper e dei Misfits, invece, sono rinvenibili esclusivamente sul piano estetico e non, come erroneamente indicato nel web, anche dal punto di vista musicale. Il loro make-up ricorda le inquietanti attitudini gotiche tipiche di certi compagini post punk, condite da una certa dose di irriverenza estetica. Musica rassicurante, ben suonata sebbene non terminale, sublimata da contestualizzazioni visuali che appaiono oltremodo contenute nel disco, ma arrivano ad essere dissacratorie e spettacolarizzate nel sito ufficiale.
    A livello grafico, c'è da leccarsi le dita: il 10 pollici è in vinile rosso, limitato a 250 copie, corredato di booklet interno, a colori, contenente un fumetto raffigurante la trama del brano che dà il titolo all'opera discografica.
    Già ambito dai collezionisti.
     
     
  • Attiva da parecchi anni, dopo due album pubblicati ("House of the Weirdos" e "Weird Theatre", riuniti anche in un unico CD nel 2009) e dopo aver fatto da spalla a gente del calibro di Damned, Stranglers e U.K. Subs, questa simpatica horror-punk-wave band italiana sforna ora un bell'EP in formato 10" su vinile rosso, accompagnato da una grafica fumettistica ben in linea con la musica. Il lato A è quello migliore e più coinvolgente a mio avviso, grazie a due brani-killer come "In Disguise" e "Beauty In Her Heat", dove i Damned del periodo "Phantasmagoria" incontrano i Devo di "Q: Are We Not Men?". Molto più melodico e sdolcinato il lato B, che contiene la lenta e fin troppo zuccherosa "An Embalmer's Lullaby", più la buona cover di "I Surrender" degli Adverts, tratta da "Cast of Thousands", il secondo album dello storico gruppo inglese. Questa differenza fra le due facciate mostra comunque il camaleontismo dei Mugshots: se dal vivo devono essere imperdibili, anche questo vinile, limitato a 250 copie, è un feticcio irrinunciabile per gli amanti dei nomi sopracitati.
     
  • Nothing new comparised to what already written but you cannot say no to a new Italian release from The Mugshots. Of the four songs on this EP three are original and one is a cover. "I Surrender" was written by the cult British punks THE ADVERTS: in this version we have the theatrical way of singing typical of MEAT LOAF. Another song on the B-side, "An Embalmer's Lullaby", is also definitely oriented in the same direction. A-side contains "In Disguise" and "Beauty In Her Eyes", coming from The Misfits glam rock look. Although a little out-of-fashion today, it is obvious that Mickey Evil and his team love to play this today and, in any case, this is something worth to see and hear live. Cartoon cover and red 10''vinyl for the lucky ones who bought one of 250 printed copies of this EP containing an interesting comic: Mickey wrote the text and Enrico Zanoletti provided the drawings.
     
     
  • Captain Sensible (The Damned), Charlie Harper (UK Subs), Daniel Ray (producer of The Ramones and The Misfits), among the others, have praised them, and they are not wrong: The Mugshots is one of the coolest bands in today's European scene. After launching a full-length, more horror-punk influenced, the Italians bring us now with an 10" EP with four tracks, including their own version of "I Surrender" by The Adverts, this version approved by TV Smith himself. On vinyl - red, 180 grams, beautiful - the Mugshots appear darker than in the past, going over the side of goth punk horror, filling the music with keyboards and withthat kind of spirit similar to the Damned's "Machine Gun Etiquette" times. One of the best releases of 2010, a band that does very well what they wand and improves with each release. It is not exaggerated to say that they are Italy's coolest band nowadays.
     
     
  • Nuovo EP per la band bresciana alla prese con un rock lineare ma efficace, ispirato al post-punk ed alla wave ottantiane e supportato da tastiere barocche che donano ai brani respiro ed allo stesso modo gotica teatralità. Composizioni che se da un lato lasciano intravedere un'importante derivatività, dall'altro riescono a farsi apprezzare anche per la forte personalità. Quindi, diversi i nomi da elencare che hanno ispirato i The Mugshots - Misftits, Ramones, The Damned e diversi altri - ma non da meno risulta lunga la lista dei pregi di questo lavoro: intenso, coinvolgente, scostumato al punto giusto, progressivo in alcuni passaggi. E se considerato anche l'immaginario dentro cui si cala la band, posssiamo con azzardo etichettare "In Disguise" come una sorta di graphic...album. Questo perchè l'EP è un 45 giri in vinile rosso (edizione limitata a 250 copie) correlato da breve fumetto che tanto dona al mondo concettuale del quintetto. In pratica, musica ed immagini scorrono di pari passo creando l'episodio pilota di un'ipotetica serie sci-fi.
     
    L'appunto che mi sento di muovere, invece, è che i brani necessitano di maggior vigore, così come la voce di Mickey Evil forse un po' troppo monocorde. Ma l'insieme merita attenzione perchè i The Mugshots sanno come farsi valere anche dal vivo, sede in cui la loro proposta acquista la grinta che in studio in parte viene a mancare. Bella la cover di "I Surrender" degli Adverts. Irriverenza horror.
     
     
  • In the early years of 2000, Mickey Evil created this band wanting to deal with some obscure topics, horror, serial killers and all sorts of God-be-with us nonsense. Completing music with a visual and theatrical expression. Now, all that makeup has evolved in something ridiculous and I am talikng about the black metal corpse painting: when I see those bands I think it's hard to excuse them.The Mugshots are doing something similar but they have a point here, because it is a parody of such a story and everything seems kinda cute in the least because Mugshots do not want to look dangerous and pissed off at all costs. Anyway, taken together they have created something that sound like a horror punk rock, even quite listenable, memorable, smooth, catchy and melodic at one time. The band has gone through all sorts of hassle of frequent changes and other troubles that live most of the bands, but they still managed to leave behind two albums. The Mugshots are now at a crossroads and, as a consequence, they issued the "Collected Works" album. At a crossroads, but as for me are free to publish some more albums. I say this because I rarely get music that feels good at first listen.
     
     

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