Album Reviews

  • What initially surprised me was that, in spite of being a Horror-Rock outfit with Punk-Rock affinities, The Mugshots produces music that is melodic, catchy, and with elaborated arrangements. The opening song, “Nothing At All” (6:13), has cl...assical pianos, expressive vocals, melodic guitars and progressive bass, and recalls much more a song of “Marillion” with “Fish” then what would be expected from a regular Horror-Punk or Alternative Rock band. The following song, “Under My Skin” (5:02), is driven by a pulsing rock beat on bass and drums, and vocals with a tone that recalls “Alice Cooper” or “The Misfits”. “Curse The Moon” (5:34) is also introduced by poignant pianos, low-toned bass, and brings more drama and heaviness on guitars – overall, it is story-telling, more like the infamous ballads of “Alice Cooper” and “Ozzy Osbourne”. “Free (As I Am)” (5:31) has a swinging guitar riff accompanied by discrete gothic organs – and a vocal tune that also reminds me of “Lou Reed”, with a rhythm n’ blues choir. The simplicity of the arrangements may be appealing for listeners that like something more popish and danceable. The EP ends with a cover of “Pass The Gun Around” (5:18) (by “Alice Cooper” & “Dick Wagner”), which makes justice to the original song, being however adorned with soft harmony vocals and soaring progressive guitars. Not a Progressive act for the most orthodox standards, The Mugshots, with the supportive help of their godfather Dick Wagner, has created a pleasant, melodic, and well-produced record, which may find an audience among fans of “Alice Cooper”, “The Misfits”, and even “Marillion”, “David Bowie”, “Queen”, and “Lou Reed”.
     
     
  • This Italian band is not to be confused with the Canadian pop punk Mugshot, there are a couple of interesting facts about The Mugshots that caught my attention like their new EP is produced by legendary guitarplayer... Dick Wagner (Alice Cooper). Dick also played the lead guitar on "Love, lust and revenge".
    They have shared the stage with The Stranglers, one of my favorite bands.
     
    So there was really nothing to discuss here and just hop on the music straight away, and it´s not everyday you get to hear a new release that sounds like it could´ve been recorded back in 1975.
     
     
    "Love, lust and revenge" bring thoughts to Alice Cooper´s "Welcome to my nightmare" album, Mott The Hoople and The Spiders from Mars. I really like their songstructures, especially "Under my skin" and "Curse the moon" but also "Free (as I am) are solid and epic soundscapes.
    The only thing missing is perhaps one or two more upbeat tracks.
     
     
  • Gli horror rockers bresciani The Mugshots, dopo diverse uscite, sono ormai una garanzia per chi ama certe sonorità che attingono da mostri sacri quali Alice Cooper, Joy Division, Marillion e Misfits.

    Questo Ep di cinque brani, dove svetta la strepitosa ballad Nothing At All (che meriterebbe una visibilità mondiale) farà la gioia di tutti quelli che cercano nella musica il feeling autentico più che l'irruenza o la velocità.

    Loro lo definiscono Elitarian Undead Rock e se li seguirete dal vivo capirete cosa significa.

    Consigliati!

  • Da dove saltano fuori questi? E dire che la copertina in stile Thick As Brick poco m’attirava. E dire che la foto dei cinque virgulti ammaccati all’interno di una macchina, m’aveva fatto pensare a Una Notte Da Leoni! E invece, eccomi tra le mani un cd eccezionale, tanto bello quanto semplice. Ma di quel semplice, che poi tanto semplice non è! Quelle che all’apparenza hanno sembianze di innocue canzoncine, si rivelano qualcosa di più. Durante l’ascolto mi sono trovato a snocciolare il rosario delle influenze: toh, qua sento i GenesisbarraMarillion, qui Alice Cooper (beh, il monicker scelto parla chiaro). No anzi sono rock and roll, non è forse Elvis questo? Sì, sì, sì. Perché i Mugshots sono tutti questo, e lo sono in modo omogeneo. Non zompetti da un brano all’altro sentendoti sballottato tra le influenze, c’è una sorta di coerenza tra le singole canzoni che rende tutto credibile e appetibile. E’ come se la band masticasse 60 anni di rock and roll, per poi passarci un bolo facile facile da digerire. A dare una mano alla band ha pensato Dick Wagner (già chitarrista di chitarrista di Lou Reed e Alice Cooper e collaboratore di Peter Gabriel, Ray Manzarek, Kiss, Aerosmith, Meat Loaf), che non solo si è seduto dietro la consolle per produrre il disco, ma ha anche arrangiato e suonato i cinque brani presenti su questo Ep. Ma Dick non è l’unico padrino dei nostri connazionali, infatti nel booklet appaiono anche le referenze firmate da Clive Jones (Black Widow), Matt Malley (Counting Crows). Un album dal respiro internazionale, che conferma la regoletta che nessono è profeta in patria (il combo ha maturato una certa esperienza negli USA). Spero che questo Ep possa scardinare anche le porte del mercato nazionale a questi ragazzi, che si sono dimostrati una delle realtà più fresche, interessanti e divertenti dell’asfittica scena italiana.
    Voto: 8/10
     
     
  • I The Mugshots sono una formazione dalla doppia origine. Nati in America e popolata da musicisti d’oltreoceano (contribuisce al sound della band anche di Dick Wagner, noto producer) sono stati fondamentalmente adottati da noi italiani. La stessa etichetta che ha prodotto l’ultimo loro capitolo discografico è l’italianissima Alka Record Label, ma la proposta dei nostri è tutt’altro che tipicamente italiana. Non aspettatevi rock diretto, così come l’artwork fa immaginare: già l’opener Nothing At All spiazza completamente, le sue tastiere ricordano certo progressive rock settantiano che poi sfocia in un art-rock più maturo (Marillion?!) lasciando un alone di inconsistenza ad un orecchio superficiale. Dimenticate riff e puro arrivismo: sono le ambientazioni e le melodie di tastiere che reggono il gioco. Sulla base di questa matrice si costruiscono armonie nostalgiche e stilosi passaggi romantici che saccheggiano molti degli insegnamenti della scena psichedelica del passato e ne conferiscono un animo quasi da musical (un pò forte come concetto data la lunghezza esigua dell’album che non raggiunge i 30 minuti, ma rende bene l’idea). Tracce tutt’altro che dirette né brevi (nessuna sotto i cinque minuti), segno di una certa ricercatezza stilistica che però non introduce vere e proprie innovazioni musicali ma rivisita un certo concept di rock di un’altra epoca aggraziandolo con una produzione di un certo livello.
     
    Con Free (As I Am) la chitarra prende il sopravvento ma manca (per scelta) quella dose di groove (o di puro prog) che trascinerebbe l’intero brano e smuoverebbe gli animi; a metà corsa il sound diventa davvero troppo morbido e sfuma l’occasione di dare passione al brano, di esplodere in una verve che solo l’irriducibile rock è in grado di produrre. Con Pass The Gun Around la musica nel suo concetto trasversale conquista la scena, completamente influenzata dalle innumerevoli lezioni di David Bowie. Buona musica da colonna sonora o da sfondo per un musical. Niente di più.
     
     
  • Half a year before this, The Mugshots did release their first two albums and very quickly we cheered the new EP release. On vinyl. Red. Fetish. First of all we have to remember that The Mugshots were born ten years ago in order to give life to a horror punk rock sound. All of this was followed by a certain image and theatrical performance which completed the whole story. It's up to you to imagine how it can look like. A sound ...which sounds to me more interesting, I have to admit, than the first two albums. This EP is something, hmmm, not commercial, and certainly more peaceful, listenable. The albums had somehow a darker atmosphere. Although if you look at the lyrics, the themes are not even a little bit brighter.
    It is interesting to me that this EP contains a comic made ​​specifically for this occasion, for the song that opens the record, "In Disguise". The last song is a cover song: "I surrender" by The Adverts.
    This is the work of a band which had the opportunity to gain positive comments from the likes of The Damned, UK Subs, The Stranglers; and you, after all of this, should notice the recommendation to visitwww.mugshots.it.
     
     
  • Certe volte ci chiediamo il perché di certe uscite, perché ancora nel 2013 ci si ostina a pubblicare album dal sound vecchio, suonato e strasuonato, tanto che in alcuni casi le band in questione propongono non un loro prodotto, ma un disco di un altro gruppo. Questo, ahimè, è il caso dei Mugshots.
     
    Essi, formatisi nel 2001, sono statunitensi, prodotti da Dick Wagner (per chi non lo sapesse, chitarrista di Lou Reed e Alice Cooper, fra gli altri), sotto l'egida della label nostrana Alka Record, e hanno pubblicato finora due full length e due EP prima di rilasciare quest'anno il terzo extended play "Love, Lust and Revenge", accolto molto bene dalla critica.
     
    Dal nome e dalla copertina del disco potrebbero apparire come una band post-punk/gothic rock, e anche i cinque stessi ragazzi usano i termini "dark rock" ed "elitarian undead rock" per descrivere il proprio sound, ma appena comincia a girare l'album possiamo sentire un evidente progressive rock settantiano, proprio come quello di una volta. Ciò farebbe piacere se le canzoni non fossero una spudorata copia dei Genesis e se il cantante non ricordasse Peter Gabriel; ecco perché questo disco, alla fin fine, delude: non propone nulla di innovativo o quantomeno di personale, ed io stesso l'avrei scambiato per un disco dei Genesis e non di una band nostrana.
     
    Purtroppo è un dispiacere affermare ciò, ma ascoltando pezzi come "Nothing at All", "Free (As I Am)" e "Pass the Gun Around" (l'unica sufficiente, anche grazie al meraviglioso assolo, fra queste), per quanto siano coinvolgenti, si capisce come si ha davanti una mera emulazione e non un prodotto vero e proprio. La ritmica, le progressioni di accordi, le parti vocali e solistiche sono tutte rubate, non c'è praticamente una canzone che sia davvero buona. 
     
    È questa l'impressione finale, e mi chiedo come possa leggere in giro recensioni entusiastiche che parlano dei Mugshots come una delle realtà migliori del nostrano panorama musicale. Un vero peccato, perché questi cinque musicisti potrebbero davvero fare meglio di così. "Love, Lust and Revenge", in definitiva, è un semplice EP che non lascia nulla al bagaglio culturale dell'ascoltatore.
     
  • A very Dante’esque cover and the Dr Phibes style organ OF ‘Prelude to an Infernal Descent’ introduces this dark 9 track CD. The Mugshots are from Brescia in Italy but sound like a ‘Zombie Rock’ band from the USA – oh the ubiquity of the god-damn American accent. This is well packaged and well produced and the singer certainly can sing – he sounds like the guy out of SOAD, or is it Dave Vanian, or Hugh Cornwell ? Pissed in Hell is quite rocky. Love and Red Yesterdays is a little more mellow sounds like the Damned circa Grimly Fiendish / Eloise era. Whizzy keyboards on Amateur Pictures – again pretty good – ethereal keyboards support heavily reverbed vocals on The Mirror. Dr Bloodmoney is back to the rockishness of track 2, this sounds good, a little like the Epoxies’ with male vox. This is really pretty good – take a listen and look on their site - (8/10) 

  • The Mugshots are an Italian rock group claiming influences from Alice Cooper, The Stranglers or The Misfits. The group's name refers to the famous photographs of legal identity from the U.S., which says a lot about their little angelic references. This EP (5 songs) entitled "Love, Lust And Revenge" was produced and arranged by guitarist and composer Dick Wagner, mostly known for his work with Alice Cooper, Lou Reed or Kiss. The group has already announced that this collaboration will last.
     
    The quintet from Brescia has already released two albums and several EPs. Therefore, they are not beginners. They play a very clean music highlighted by an organic and clear production. The opener begins with 'Nothing At All' dominated by piano arpeggios. The drums and bass do not just mark the pace but bring their contribution to the melodic structure, decorated with choirs. The song is very reminiscent of Peter Gabriel or Fish in reference to their solo albums. The guitar is not ubiquitous, but it offers some good times through musical phrases or decisive riffs. Overall this first title is a beautiful begining. The purpose is well built and you can find great musicality along with certain variety. Despite the modesty of the production, The Mugshots manage to take the listener into different moods within the same song.
     
    'Under My Skin' has good moments but suffers from being too repetitive. The five minutes seemed endless but the idea is pretty good; the next track, 'Curse The Moon' once again carries a piano intro. But this time, the lead guitar is much more present. 'Free' As I Am 'is more energetic. Mickey E.Vil is doing better than ever to keep his name as his vocal intonation is definitely evil. The five tracks are pretty good, and even full of very good parts. The overall atmosphere is very melodic, sometimes rock, sometimes softer thanks to the role played by the piano.
     
    The Mugshots is a fictional group, as evidenced by the shaped pouch of a newspaper which shows the horror movie actress Suzi Lorraine, or the masks used on stage by Mickey E.Vil. All the above kits already have a horror movie style very depressed. It should be noted that this mini album is the original soundtrack of the horror film named Reversed, from the Canadian director Vince D'Amato.
     
     
  • Italian acts (in my opinion) have some of the strangest yet energetic takes on dark rock music.  
     
    I’ve not yet heard a Goth, Psychobilly, Industrial, or Darkwave act from Italy that doesn’t hook you early on in each album.   The Mugshots are a great sample of the estranged spirit possessing dark Italian rock.  Formed in 2001 by frontman Mickey Evil and then-bassist Matt, the band took off in Italy’s ugly and gritty punk scene. The band name oddly also resulted purely by accident as Mikey credited that he was staring at John Wayne Gacy's Mug Shot. I doubt Gacy knew how many artists he’d inspire years later.   Creating a strange atmospheric act with masks, make up, and very creepy organ music, the result was an immediate underground success. After years together and some major line up changes, the act decided in 2009 to release their remastered first debut albums that landed them major underground attention. 
     
    The two-CD set of tracks was put out on Black Blood Brigade recordings in January of 2009 comprised of the 2007 release House of Weirdos and the 2006 release Weird Theatre.  Both feature ominous orchestrated organ riffs along with eerie electronic keyboard stints.  The Vocals are indeed creepy croons that give gooseflesh across your arms.  Not quite Horror Punk, nor quite really Goth, and not enough campy fun to make it Psychobilly, the act describes themselves as Elitarian Undead Rock. I would say regardless of Genre the sound is brutally bombastic, rude, crass, and altogether beautiful.  Definitely worth nabbing for fans of energetic and bizarre music.
     
     
  • Il coraggio di dare alle stampe un disco che contiene la memoria storica del Rock sin dal supporto utilizzato: Il vinile.
    La caratteristica dei Mugshots consiste soprattutto nella correlazione che riescono ad innescare tra il punk suonato e la sua parte esteriore ed esteriorizzata; elemento che è stato di fondamentale importanza per l'immediata diffusione visuale, dissacrante, estrema e spettacolarizzata .
    Il gruppo attinge dagli Adicts stile "A Clockwork Orange"; dagli Adverts dei quali ripropongono "I Surrender"; dai Damned impastati di panna. Ma anche Alice Cooper e i suoi spettacoli visionari; JJ Burnel e il suo punk gotico; I Tubes nel loro show più irriverente: "What do you want from life".
    Quattro canzoni, vinile rosso, 250 copie: Che "spettacolo" per il terzo millennio.
     
     
  • Da Brescia rock-city arriva anche "In Disguise" (Gun Club Management, 2010), 10'' dei Mugshots, formazione anomala per il panorama italiano dedita ad un punk-rock granguignolesco alla Damned/Misfits/Lords Of The New Church. Il genere da noi non ha mai preso piede ma questo depone a favore dei Mugshots che, incuranti della cosa, persistono sulla strada dell'horror-punk senza fare troppi calcoli. Bello il loro disco, ma immagino che dal vivo la proposta funzioni ancora di più.
     
     
  • Avete mai sentito parlare di un gruppo italiano che, nel 2010, si è mangiato in un solo boccone tutti quei gruppettini horror-punk (permettetemi di dirlo) "sfigati" che dietro al sangue finto del loro make-up nascondono di tutto tranne che talento? Ovviamente sto parlando dei Mugshots!
     
    New-wave, punk, post-punk e (ma forse si dice solo per l'uso del contrabbasso) psychobilly: i Mugshots si muovono tra questi territori con un'audacia, una carica ed una bravura oggi molto rare. Si sono fatti le ossa aprendo per gente come Stranglers, Damned, UK Subs e Demented Are Go e adesso le spaccano agli altri a colpi di un'esplosiva miscela sonora con pochi precedenti.
     
    Dagli Stranglers hanno preso la psichedelia delle tastiere, dai Damned la fantasia di spaziare tra i generi, dagli UK Subs la rabbia incontrollata che sanno esprimere ancora meglio dal vivo, dai Demented Are Go al pura follia di volere continuare a suonare un genere che è "vecchio" di oltre 30 anni. Bravi, fantasiosi e sanguinolenti (ma non buffoni!) e carichi di adrenalina, i Mugshots ci terrorizzano con un vinile limitato a 250 copie destinato a diventare una sicura rarità/chicca per collezionisti innamorati degli zombi e della buona musica.
     
    Quattro canzoni di sana horror-punk-wave (tra cui una riuscitissima cover di "I Surrender degli Adverts), un vinile rosso come il sangue, un booklet interno con un fumetto che racconta la (horrorifica) storia della title-track: cosa chiedere di più a questa band? Se vi hanno tenuto da parte una copia del loro prezioso vinile? Spero di sì, per voi.
     
     
  • 250 copie limitate di maxi-EP in vinile rosso per gli ormai veterani The Mugshots, una delle poche band italiane che non somigliano ad altre band italiane. La musica del combo capitanato da Mickey Evil si presenta infatti come un cocktail equilibrato di science-horror fiction, new wave anni ’80, punk ’77 e melodia radiofonica. Tastiere alla Stranglers che la fanno da padrone, basso e contrabbasso, sound vicino ai Damned phantasmagorici, make up di scena e testi incentrati sulle mirabolanti e bizzarre gesta di serial killer e monomaniaci di sorta. Avete mai visto niente del genere da queste parti? Io no, per quanto possa ricordare.
     
    Una tracklist di 4 pezzi raffinati, ben congegnati e di grande impatto, che include un remake a regola d’arte del classico “I surrender” degli Adverts. Tra le chicche da segnalare, l’intera sezione artwork curata dalla pregevole matita di Enrico Zanoletti, autore anche di un mini-fumetto interno che illustra il testo della title-track. 
     
    Senza girarci troppo intorno, vi dico che questo disco è un oggetto da collezione prima ancora che un gran vinile da avere nel vostro scaffale. Non fatevi scappare una delle altre 249 copie!
  • Un 10" in vinile rosso sangue. Una copertina a fumetti con cinque creature che ci fissano con uno sguardo che è un incrocio tra gli zombi e i cattivi dei guerrieri della notte. Una gavetta con gli attrbuti aprendo per nomi come Damned d UK Subs. 

    Quattro pezzi brevi e micidiali. Un incrocio tra Horror Punk, Psychobilly e Garage Punk, il tutto senza pouserismi sonori o atti di vampirizzazione indegni. La capacità di riproporre la mitica "I Surrender" degli Adverts senza risultare ridicoli e senza sfigurare di fronte all'originale.
     Vinile ovviamente limitato a 250 copie numerate a mano con booklet intero che è un piccolo fumetto sulla title track. Una carica che sembra non avere limiti, un gusto eccellente nel remiscelare influenze e suoni risultando sempre e comunque freschi ed incisivi. Un sense of humor nero come la pece ma mai grottescamente ridicolo. Vi basta? Dico solo che se la cosa vi garba, non dovete andare a carcare all'estero. Cercate in Italia. Brescia per la precisione. E date fuoco ai dischi ridicoli di semi-horror punk che-come me- probabilmente vi siete comprati negli ultimi anni sperando di trovare qualcosa di serio. Dopo averlo fatto, mettete sul piatto questo 10", e godetevelo tutto, a palla, come è giusto che sia. Imprescindibile per gli amanti del genere.
     

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